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<title>Pinkaro news</title>
<link>http://www.comportamentoconsapevole.it</link>
<description>Pinkaro RSS</description>
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<title>COMUNE di SAN VITO In questi giorni si stanno svolgendo i laboratori nelle scuole elementari e medie nel Comune di San Vito.</title>
<link>http://www.comportamentoconsapevole.it/htm/news_dettaglio.php?id_news=53</link>
<description>In questi giorni si stanno svolgendo i laboratori nelle scuole elementari e medie nel Comune di San Vito.&#60;br&#62;Le classi coinvolte nel progetto PINKARO inseriranno gli elaborati prodotti in classe e dal 16 aprile sar&#224; possibile votare!&#60;br&#62;Nel mese di maggio verr&#224; organizzata una festa, con le premiazioni e giochi che coinvolger&#224; tutti i cittadini del comune e non solo.&#60;br&#62;Partecipate numerosi!</description>
<author>http://www.comportamentoconsapevole.it</author>
<pubDate>2014-04-08</pubDate>
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<title>Biocarburante dalle bacchette in Giappone</title>
<link>http://www.comportamentoconsapevole.it/htm/news_dettaglio.php?id_news=51</link>
<description>In Giappone il ministero dell'Agricoltura sta valutando di trasformare milioni di bacchette di legno usate in biocarburante. Nel paese saranno distribuiti dei contenitori adibiti alla raccolta differenziata delle tradizionali posate asiatiche. Secondo le stime del ministero ogni anno il paese consuma circa 90 mila tonnellate di legno soltanto nella produzione e nel consumo delle bacchette.  Una volta raccolte saranno destinate alla nascente filiera del biocarburante per produrre bioetanolo (o etanolo) il carburante d'origine vegetale diretto sostituto della benzina. </description>
<author>http://www.comportamentoconsapevole.it</author>
<pubDate>2009-05-29</pubDate>
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<title>Telefono cellulare in bioplastica</title>
<link>http://www.comportamentoconsapevole.it/htm/news_dettaglio.php?id_news=50</link>
<description>Arrivano i nuovi cellulari al mais. I produttori di elettronica iniziano a fare i conti con il problema ambientale. Ogni volta che si parla di rifiuti va infatti ricordato che la soluzione non &#232; soltanto la raccolta differenziata (a valle del processo) ma anche una corretta produzione dei beni (a monte). I telefonini saranno privi di materiali plastici (es. PVC), al loro posto sar&#224; utilizzata la plastica biodegradabile ricavata dal mais. La bioplastica &#232; facilmente riassorbibile dall'ambiente nel corso del tempo e non contiene materiali pesanti come mercurio e piombo. Nessun problema per chi lo utilizza. La bioplastica si degrada in particolari condizioni d'ambiente e nel corso di molti decenni. Nulla a confronto dei secoli o dei millenni necessari per smaltire una busta di plastica tradizionale. </description>
<author>http://www.comportamentoconsapevole.it</author>
<pubDate>2009-05-29</pubDate>
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<title>Mitigare il cambiamento climatico </title>
<link>http://www.comportamentoconsapevole.it/htm/news_dettaglio.php?id_news=49</link>
<description>Il 4 maggio scorso &#232; stato presentato ufficialmente a Bangkok il rapporto del Gruppo Intergovernativo sul Cambiamento Climatico (IPCC) sulla mitigazione del cambiamento climatico. Con l’ultima delle tre relazioni – la prima analizzava le basi scientifiche del mutamento globale, la seconda punti vulnerabili e modalit&#224; di adattamento - si chiude il Quarto Rapporto sul Clima prodotto dall’IPCC che sar&#224; pubblicato in forma integrale alla fine del 2007.&#60;br&#62;&#60;br&#62;Dal 1970 al 2004 la presenza di gas serra in atmosfera &#232; aumentata del 70% e se globalmente mantenessimo le politiche attuali di mitigazione nelle prossime decadi le emissioni proseguirebbero nella loro crescita. Uno sforzo per stabilizzare i valori tra 445-535 ppm di CO2eq potrebbe determinare una diminuzione fino al 3% del PIL globale&#60;br&#62;&#60;br&#62;Un radicale cambiamento nello stile di vita e nei modelli di consumo, e un miglioramento dal punto di vista della gestione potrebbero contribuire al contenimento delle emissioni in tutti i settori. Preservare le risorse e sviluppare un’economia a basse emissioni, pi&#249; equa e sostenibile, sono tra i principi cardine posti in evidenza dagli esperti sul clima. &#60;br&#62;&#60;br&#62;L’introduzione di programmi di educazione e formazione pu&#242; contribuire alla diffusione e acquisizione da parte del mercato di concetti quali l’efficienza energetica in combinazione con altre misure.&#60;br&#62;&#60;br&#62;Nel settore residenziale, il cambiamento nel comportamento, nei modelli culturali, nelle scelte dei consumatori e nell’uso delle tecnologie possono determinare una forte riduzione delle emissioni. L’efficienza energetica per gli edifici nuovi ed esistenti &#232; un’opzione che determina una significativa riduzione della CO2: per il 2030 le emissioni potrebbero essere abbattute di circa il 30% con un beneficio economico netto e con vantaggi nella qualit&#224; dell’aria dei locali, e nel miglioramento del comfort.&#60;br&#62;&#60;br&#62;L’efficienza energetica gioca un ruolo determinante in molte regioni del pianeta e su larga scala. Negli scenari pi&#249; ambiziosi le maggiori aspettative sono rivolte alle fonti rinnovabili, all’energia nucleare e ai sistemi di cattura e accumulo di CO2.&#60;br&#62;&#60;br&#62;Una diversa gestione del settore trasporti, che includa la stessa pianificazione urbana finalizzata a ridurre le tratte di percorrenza, in combinazione con una migliore informazione e educazione, pu&#242; anch’essa contenere significativamente i gas serra. &#60;br&#62;&#60;br&#62;Lo stesso vale per l’industria, nel cui caso l’addestramento del personale, l’introduzione di riconoscimenti, le esperienze esistenti possono aiutare a ridurre l’utilizzo di energia e le emissioni. I risultati maggiori si possono ottenere nei settori maggiormente energivori.&#60;br&#62;&#60;br&#62;L’agricoltura e le attivit&#224; di forestazione garantiscono il sequestro nel suolo di grandi quantit&#224; di CO2 a basso costo contemporaneamente producendo biomassa per impiego energetico. &#60;br&#62;&#60;br&#62;Anche la minimizzazione e migliore gestione dei rifiuti pu&#242; aiutare a contenere le emissioni (il settore incide per il 5% sul totale).&#60;br&#62;&#60;br&#62;In tutte le regioni analizzate &#232; emerso che la riduzione dell’inquinamento atmosferico determina un rilevante impatto positivo sulla salute, tanto da compensare una frazione dei costi di mitigazione. Tra gli altri vantaggi derivati ci sono la maggiore sicurezza dal punto di vista dell’approvvigionamento energetico, un incremento della produzione agricola e una ridotta pressione sugli ecosistemi naturali grazie alle minori concentrazioni di ozono in troposfera.&#60;br&#62;&#60;br&#62;I governi hanno a disposizione politiche e strumenti per incentivare un processo di mitigazione. La loro applicabilit&#224; va configurata caso per caso e l’esperienza insegna che nei diversi paesi esistono vantaggi e svantaggi dall’adozione di ciascuno strumento. Per valutare l’efficacia di politiche e strumenti in dotazione si deve tener conto di quattro fattori principali: l’efficacia dal punto di vista ambientale, il costo economico, gli effetti di distribuzione (l’equit&#224;) e la fattibilit&#224; istituzionale.</description>
<author>http://www.comportamentoconsapevole.it</author>
<pubDate>2009-05-29</pubDate>
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<title>La spesa intelligente: i detersivi alla spina </title>
<link>http://www.comportamentoconsapevole.it/htm/news_dettaglio.php?id_news=48</link>
<description>Con l’inaugurazione, lo scorso aprile, presso un ipermercato romano, del primo distributore di detersivi alla spina del Lazio &#232; stato avviato un percorso virtuoso per risparmiare energia, acqua e risorse ambientali che in poco pi&#249; di un mese ha gi&#224; dato risultati soddisfacenti. &#60;br&#62;&#60;br&#62;In un solo mese di attivit&#224; il dispenser, sviluppato con la collaborazione di Ecologos e Sviluppo Lazio, ha erogato ben 5.700 litri di detersivi, di cui 800 sono gi&#224; ricariche. Se per realizzare un singolo contenitore per detersivi del peso di 75 gr si utilizzano 239 l d’acqua, 1,46 kWh d’energia e si emettono ben 133,9 grammi di CO2 significa che in trenta giorni sono gi&#224; stati risparmiati 191.000 litri d’acqua, 1.167 kWh e 107 kg di CO2.&#60;br&#62;&#60;br&#62;Chi va a fare la spesa regolarmente &#232; abituato ad esaminare numeri per verificare la convenienza delle offerte, le caratteristiche dei prodotti, l’apporto calorico… Anche in questo caso i dati quantitativi relativi al vantaggio di riutilizzare il proprio flacone balzeranno subito all’occhio: ogni macchina &#232;, infatti, dotata di un contatore che visualizza immediatamente, dopo ogni utilizzo, il bilancio delle materie prime risparmiate e dell’anidride carbonica non emessa. I cittadini potranno dunque &#34;gratificarsi&#34; visualizzando in tempo reale i risparmi ambientali prodotti dalle loro azioni.&#60;br&#62;&#60;br&#62;&#34;Con questa iniziativa&#34;, ha dichiarato Filiberto Zaratti, assessore all’Ambiente e cooperazione tra i popoli della Regione Lazio, &#34;siamo riusciti a dimostrare che &#232; possibile razionalizzare i consumi, senza rinunciare al proprio stile di vita e consentendo ai cittadini anche un risparmio economico. A parit&#224; di qualit&#224;, concentrazione e potere di detergenza, infatti, il detersivo alla spina costa circa un 30% in meno, rispetto al prodotto confezionato&#34;. &#60;br&#62;&#60;br&#62;I detersivi alla spina sono gi&#224; stati introdotti in altri punti vendita nel Lazio ed &#34;Entro l'autunno&#34; prosegue l’Assessore, &#34;contiamo di arrivare a trenta punti di distribuzione per offrire questo servizio in maniera pi&#249; capillare e permettere ai cittadini del Lazio di accedere a questo tipo di acquisto ecologico&#34;.&#60;br&#62;&#60;br&#62;Oltre al riutilizzo del contenitore anche nella selezione dei detergenti si &#232; posto l’accento sulla scelta ecologica: sono tutti prodotti ad alta biodegradabilit&#224;, composti da tensioattivi di origine vegetale, non testati su animali e sono alla fase finale per l’ottenimento della certificazione ecologica europea &#34;Ecolabel&#34;.&#60;br&#62;&#60;br&#62;Fonte: Sviluppo Lazio &#60;br&#62;</description>
<author>http://www.comportamentoconsapevole.it</author>
<pubDate>2009-05-29</pubDate>
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<title>Un impianto microeolico in Valpadana</title>
<link>http://www.comportamentoconsapevole.it/htm/news_dettaglio.php?id_news=47</link>
<description>E’ noto che il vento in Valpadana &#232; scarso, eppure questo non ha fatto desistere un gruppo di appassionati ad installare un piccolo aerogeneratore da un kW nominale. &#60;br&#62;Trovato l’aerogeneratore giusto sia per costo che per caratteristiche di robustezza e start-up con poco vento i nostri l’hanno acquistato ed installato sopra una ex cabina enel, a circa 12 metri di altezza.&#60;br&#62;&#60;br&#62;Gli obiettivi del progetto sono 2:&#60;br&#62;-      testare l’aerogeneratore in quanto il suo costo &#232; interessante e quindi serve valutare il suo comportamento, affidabilit&#224; e resistenza sul campo.&#60;br&#62;-     Valutare se il poco vento in Valpadana &#232; solo scarso o effettivamente insufficiente.&#60;br&#62; &#60;br&#62;l’impianto &#232; dotato di strumenti per il rilevamento dei dati, in modo da poter analizzare i vari parametri utili a determinarne la produttivit&#224;, relativamente alla quantit&#224; e qualit&#224; del vento on-site &#60;br&#62;&#60;br&#62; I primi risultati sono stati sorprendenti: con un vento a 11 metri al secondo il piccolo congegno gi&#224; erogava una potenza di 1,5 kW, che &#232; il valore di picco massimo accreditato dalla casa costruttrice, mentre al minimo alito di vento gi&#224; dava segni di vita…insomma promette bene, “soprattutto non lasceremo nulla di intentato per verificare l’effettivo potenziale dei microgeneratori eolici, anche in Valpadana..” dicono i nostri.&#60;br&#62;&#60;br&#62;Artefici del progetto sono Alessandro Z. e Giovanni B., soci EnergoClub cultori di sistemi per il risparmio energetico e FER, Giovanni ha una esperienza ormai ventennale sull’installazione di piccoli impianti eolici, mentre Alessandro ha selezionato il prodotto tra i numerosi piccoli aerogeneratori offerti in rete. Alcuni altri soci hanno contribuito per il supporto finanziario.&#60;br&#62;</description>
<author>http://www.comportamentoconsapevole.it</author>
<pubDate>2008-04-24</pubDate>
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<title>Rubbia:...soltanto il sole pu&#242; darci energia</title>
<link>http://www.comportamentoconsapevole.it/htm/news_dettaglio.php?id_news=46</link>
<description>Si riporta integralmente l'articolo di Giovanni Valentini in cui si rilevano contenuti utili, e &#34;vitali&#34;, per definire gli indirizzi di politica energetica per i prossimi 30 anni.&#60;br&#62;&#60;br&#62;Ginevra - Il primo documento che il professore squaderna preoccupato sul tavolo &#232; un rapporto dell'Energy Watch Group, istituito da un gruppo di parlamentari tedeschi con la partecipazione di scienziati ed economisti, come osservatori indipendenti. Contiene un confronto impietoso con le previsioni elaborate finora dagli esperti della IEA, l'Agenzia internazionale per l'energia. Un &#34;outlook&#34;, come si dice in gergo, sull'andamento del prezzo del petrolio e sulla produzione di energia a livello mondiale. Balzano agli occhi i clamorosi scostamenti tra ci&#242; che era stato previsto e la realt&#224;. &#60;br&#62;&#60;br&#62;Dalla fine degli anni Novanta a oggi, la forbice tra l'outlook della IEA e l'effettiva dinamica del prezzo del petrolio &#232; andata sempre pi&#249; allargandosi, nonostante tutte le correzioni apportate dall'Agenzia nel corso del tempo. In pratica, dal 2000 in poi, l'oro nero s'&#232; impennato fino a sfondare la quota di cento dollari al barile, mentre sulla carta le previsioni al 2030 continuavano imperterrite a salire progressivamente di circa dieci dollari di anno in anno. &#34;Il messaggio dell'Agenzia - si legge a pagina 71 del rapporto tedesco - lancia un falso segnale agli uomini politici, all'industria e ai consumatori, senza dimenticare i mass media&#34;. &#60;br&#62;&#60;br&#62;Analogo discorso per la produzione mondiale di petrolio. Mentre la IEA prevede che questa possa continuare a crescere da qui al 2025, lo scenario dell'Energy Watch Group annuncia invece un calo in tutte le aree del pianeta: in totale, 40 milioni di barili contro i 120 pronosticati dall'Agenzia. E anche qui, &#34;i risultati per lo scenario peggiore - scrivono i tedeschi - sono molto vicini ai risultati dell'EWG: al momento, guardando allo sviluppo attuale, sembra che questi siano i pi&#249; realistici&#34;. C'&#232; stata, insomma, una ingannevole sottovalutazione dell'andamento del prezzo e c'&#232; una sopravvalutazione altrettanto insidiosa della capacit&#224; produttiva. &#60;br&#62;&#60;br&#62;Passiamo all'uranio, il combustibile per l'energia nucleare. In un altro studio specifico elaborato dall'Energy Watch Group, si documenta che fino all'epoca della &#34;guerra fredda&#34; la domanda e la produzione sono salite in parallelo, per effetto delle riserve accumulate a scopi militari. Dal '90 in poi, invece, la domanda ha continuato a crescere mentre ora la produzione tende a calare per mancanza di materia prima. Anche in questo caso, come dimostra un grafico riassuntivo, le previsioni della IEA sulla produzione di energia nucleare si sono fortemente discostate dalla realt&#224;. &#60;br&#62;&#60;br&#62;Che cosa significa tutto questo, professor Rubbia? Qual &#232;, dunque, la sua visione sul futuro dell'energia? &#60;br&#62;&#34;Significa che non solo il petrolio e gli altri combustibili fossili sono in via di esaurimento, ma anche l'uranio &#232; destinato a scarseggiare entro 35-40 anni, come del resto anche l'oro, il platino o il rame. Non possiamo continuare perci&#242; a elaborare piani energetici sulla base di previsioni sbagliate che rischiano di portarci fuori strada. Dobbiamo sviluppare la pi&#249; importante fonte energetica che la natura mette da sempre a nostra disposizione, senza limiti, a costo zero: e cio&#232; il sole che ogni giorno illumina e riscalda la terra&#34;. &#60;br&#62;&#60;br&#62;Eppure, dagli Stati Uniti all'Europa e ancora pi&#249; nei Paesi emergenti, c'&#232; una gran voglia di nucleare. Anzi, una corsa al nucleare. Secondo lei, sbagliano tutti? &#60;br&#62;&#34;Sa quando &#232; stato costruito l'ultimo reattore in America? Nel 1979, trent'anni fa! E sa quanto conta il nucleare nella produzione energetica francese? Circa il 20 per cento. Ma i costi altissimi dei loro 59 reattori sono stati sostenuti di fatto dal governo, dallo Stato, per mantenere l'arsenale atomico. Ricordiamoci che per costruire una centrale nucleare occorrono 8-10 anni di lavoro che la tecnologia proposta si basa su un combustibile, l'uranio appunto, di durata limitata. Poi resta, in tutto il mondo, il problema delle scorie&#34;. &#60;br&#62;&#60;br&#62;Ma non si parla ormai di &#34;nucleare sicuro&#34;? Quale &#232; la sua opinione in proposito? &#60;br&#62;&#34;Non esiste un nucleare sicuro. O a bassa produzione di scorie. Esiste un calcolo delle probabilit&#224;, per cui ogni cento anni un incidente nucleare &#232; possibile: e questo evidentemente aumenta con il numero delle centrali. Si pu&#242; parlare, semmai, di un nucleare innovativo&#34;. &#60;br&#62;&#60;br&#62;In che cosa consiste? &#60;br&#62;&#34;Nella possibilit&#224; di usare il torio, un elemento largamente disponibile in natura, per alimentare un amplificatore nucleare. Si tratta di un acceleratore, un reattore non critico, che non provoca cio&#232; reazioni a catena. Non produce plutonio. E dal torio, le assicuro, non si tira fuori una bomba. In questo modo, si taglia definitivamente il cordone fra il nucleare militare e quello civile&#34;. &#60;br&#62;&#60;br&#62;Lei sarebbe in grado di progettare un impianto di questo tipo? &#60;br&#62;&#34;E' gi&#224; stato fatto e la tecnologia sperimentata con successo su piccola scala. Un prototipo da 500 milioni di euro servirebbe per bruciare le scorie nucleari ad alta attivit&#224; del nostro Paese, producendo allo stesso tempo una discreta quantit&#224; di energia&#34;. &#60;br&#62;&#60;br&#62;Ora c'&#232; anche il cosiddetto &#34;carbone pulito&#34;. La Gran Bretagna di Gordon Brown ha riaperto le sue miniere e negli Usa anche Hillary Clinton s'&#232; detta favorevole... &#60;br&#62;&#34;Questo mi ricorda la storia della botte piena e della moglie ubriaca. Il carbone &#232; la fonte energetica pi&#249; inquinante, pi&#249; pericolosa per la salute dell'umanit&#224;. Ma non si risolve il problema nascondendo l'anidride carbonica sotto terra. In realt&#224; nessuno dice quanto tempo debba restare, eppure la CO2 dura in media fino a 30 mila anni, contro i 22 mila del plutonio. No, il ritorno al carbone sarebbe drammatico, disastroso&#34;. &#60;br&#62;&#60;br&#62;E allora, professor Rubbia, escluso il petrolio, escluso l'uranio ed escluso il carbone, quale pu&#242; essere a suo avviso l'alternativa? &#60;br&#62;&#34;Guardi questa foto: &#232; un impianto per la produzione di energia solare, costruito nel deserto del Nevada su progetto spagnolo. Costa 200 milioni di dollari, produce 64 megawatt e per realizzarlo occorrono solo 18 mesi. Con 20 impianti di questo genere, si produce un terzo dell'elettricit&#224; di una centrale nucleare da un gigawatt. E i costi, oggi ancora elevati, si potranno ridurre considerevolmente quando verranno costruiti in gran quantit&#224;&#34;. &#60;br&#62;&#60;br&#62;Ma noi, in Italia e in Europa, non abbiamo i deserti... &#60;br&#62;&#34;E che vuol dire? Noi possiamo sviluppare la tecnologia e costruire impianti di questo genere nelle nostre regioni meridionali o magari in Africa, per trasportare poi l'energia nel nostro Paese. Anche gli antichi romani dicevano che l'uva arrivava da Cartagine. Basti pensare che un ipotetico quadrato di specchi, lungo 200 chilometri per ogni lato, potrebbe produrre tutta l'energia necessaria all'intero pianeta. E un'area di queste dimensioni equivale appena allo 0,1 per cento delle zone desertiche del cosiddetto sun-belt. Per rifornire di elettricit&#224; un terzo dell'Italia, un'area equivalente a 15 centrali nucleari da un gigawatt, basterebbe un anello solare grande come il raccordo di Roma&#34;. &#60;br&#62;&#60;br&#62;Il sole, per&#242;, non c'&#232; sempre e invece l'energia occorre di giorno e di notte, d'estate e d'inverno. &#60;br&#62;&#34;D'accordo. E infatti, i nuovi impianti solari termodinamici a concentrazione catturano l'energia e la trattengono in speciali contenitori fino a quando serve. Poi, attraverso uno scambiatore di calore, si produce il vapore che muove le turbine. N&#233; pi&#249; n&#233; meno come una diga che, negli impianti idroelettrici, ferma l'acqua e al momento opportuno la rilascia per alimentare la corrente&#34;. &#60;br&#62;&#60;br&#62;Se &#232; cos&#236; semplice, perch&#233; allora non si fa? &#60;br&#62;&#34;Il sole non &#232; soggetto ai monopoli. E non paga la bolletta. Mi creda questa &#232; una grande opportunit&#224; per il nostro Paese: se non lo faremo noi, molto presto lo faranno gli americani, com'&#232; accaduto del resto per il computer vent'anni fa&#34;. </description>
<author>http://www.comportamentoconsapevole.it</author>
<pubDate>2008-04-24</pubDate>
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<title>Esempi illuminanti</title>
<link>http://www.comportamentoconsapevole.it/htm/news_dettaglio.php?id_news=45</link>
<description>Esempi illuminanti&#60;br&#62;L'illuminazione pubblica a led: consumi dimezzati &#60;br&#62;&#60;br&#62;&#60;br&#62;La Pubblica Amministrazione in Italia consuma per l' illuminazione quasi 6000 Gwh. Con misure di risparmio energetico i consumi potrebbero essere dimezzati, con un &#34;guadagno&#34; annuo di 240 milioni di euro. In Campania, il comune di Torracca (SA) ha provveduto ad installare l'illuminazione a led con un risparmio in bolletta del 65%. La durata delle lampade supera le 50.000 ore: la manutenzione viene ridotta del 50% e l'inquinamento luminoso del 90%. L'investimento si recupera in 6 anni. Un buon esempio che viene dal Sud per un futuro governo del Paese: Torraca &#232; la prima Led City del mondo</description>
<author>http://www.comportamentoconsapevole.it</author>
<pubDate>2008-04-09</pubDate>
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<title>La Casa Eco-Logica: missione possibile. Dopo il successo dello scorso anno torna nelle piazze italiane il Tour 2008 della mostra</title>
<link>http://www.comportamentoconsapevole.it/htm/news_dettaglio.php?id_news=44</link>
<description>In un periodo in cui si parla molto di ecologia e l'interesse per le problematiche ambientali &#232; sempre crescente, &#232; importante avere punti di riferimento ed esempi concreti da cui trarre spunto per poi passare alla realizzazione pratica. La mostra su energie rinnovabili, risparmio energetico e idrico, bioedilizia, consumi domestici consapevoli e ambiente denominata Casa EcoLogica &#232; uno di questi esempi. Realizzata dall'Energie und Umweltzentrum (Centro per l'energia e l'ambiente) di Springe - Hannover in Germania, la &#34;Casa EcoLogica&#34; &#232; la mostra itinerante pi&#249; grande e completa che ci sia attualmente in Europa su queste tematiche. E' stata fino ad ora visitata da pi&#249; di 350.000 persone in 200 citt&#224; diverse di Cinque Paesi Europei, compresa l'Italia. Molti dei visitatori della mostra sono studenti di tutte le et&#224; che in ogni tappa la visitano attraverso specifiche lezioni guidate a cura del personale specializzato. Il Centro, che si occupa di energie rinnovabili, risparmio energetico e ambiente dal 1981, con questa mostra ha pensato di riproporre in maniera itinerante le tecnologie e gli accorgimenti che sono presenti nel Centro stesso.&#60;br&#62;Non si tratta di una semplice vetrina espositiva, ma di un esempio &#34;vissuto&#34;di come si possa cominciare a risparmiare energia e ad adottare soluzioni biocompatibili, rispettose del clima, della salute e del portafoglio. Il personale durante l’esposizione, abita e vive quotidianamente gli spazi della casa, dimostrando come si possa utilizzare questi sistemi senza dover rinunciare al comfort e alla qualit&#224; della vita. La mostra, costantemente aggiornata e rinnovata, &#232; gi&#224; molto conosciuta anche sul territorio nazionale. L'intera struttura della mostra, che ricrea una abitazione, &#232; infatti dotata di sistemi energetici e idrici funzionanti, alimentati da energie rinnovabili. &#60;br&#62;Vi sono collettori solari per la produzione di acqua calda con pompa di circolazione e collettori solari con serbatoio integrato a circolazione naturale. L'uso dei collettori solari per la produzione di acqua calda in Italia &#232; particolarmente indicato visto che i tempi di ritorno economico sono molto veloci rispetto alla durata dell'impianto. &#60;br&#62;&#60;br&#62;Per la cottura dei cibi alla Casa Eco-Logica &#232; presente un forno solare a concentrazione ad altissimo rendimento con temperature che arrivano fino a 250 gradi.&#60;br&#62;Per la produzione elettrica ci sono sistemi combinati con pannelli solari fotovoltaici e un generatore eolico.&#60;br&#62;Per il settore mobilit&#224; vi &#232; un motorino elettrico che pu&#242; essere ricaricato con l'energia prodotta da pannelli solari fotovoltaici e che &#232; particolarmente indicato per l'uso cittadino.&#60;br&#62;Gli elettrodomestici come frigo, lavatrice, stereo, televisione e illuminazione sono in corrente continua o alternata a basso consumo energetico, alimentati dal fotovoltaico, dall'eolico e dal solare termico quando necessitano dell'uso dell'acqua calda come nel caso della lavatrice.&#60;br&#62;Vi &#232; poi il settore dei giochi solari alimentati da celle fotovoltaiche&#60;br&#62;&#60;br&#62;La parte che riguarda il risparmio idrico propone test pratici su come risparmiare acqua potabile attraverso riduttori di flusso facilmente applicabili a qualsiasi rubinetto o doccia, un impianto di raccolta e utilizzo dell'acqua piovana e una descrizione dettagliata di un sistema di fitodepurazione per la depurazione naturale delle acque di scarico.&#60;br&#62;&#60;br&#62;Nella parte relativa alla bioarchitettura e bioedilizia sono presenti esempi di sezioni di pareti e tetti isolati con materiali naturali come il sughero, la fibra di legno o di cellulosa, la perlite, la fibra di cocco, il cotone, la lana, la canapa, il lino e il vetro cellulare. Vengono mostrati anche esempi di materiali isolanti naturali a confronto con quelli sintetici raffrontandone caratteristiche, pregi e difetti. Tutta la struttura dell'abitazione &#232; coibentata con pannellature di fibra di legno per ottenere un ottimo isolamento termico ed acustico. &#60;br&#62;&#60;br&#62;Ci sono sistemi di isolamento con doppi telai per i serramenti e doppi o tripli vetri su cui &#232; sistemato un misuratore di energia solare in entrata e in uscita attraverso la superficie vetrata. Per la verniciatura esterna e interna della mostra sono state usate esclusivamente vernici naturali ed ecologiche. La cucina realizzata in legno &#232; trattata con impregnanti naturali ed &#232; strutturata in modo da avere una raccolta differenziata dei rifiuti gi&#224; a monte. Sono predisposti infatti vari scomparti dove differenziare carta, sughero, vetro, plastica, alluminio e metalli, organico, rifiuti speciali come pile e medicinali scaduti e infine, rifiuti non riciclabili. I detersivi e i saponi utilizzati sono tutti biodegradabili, sia quelli usati per la lavatrice e la cucina, sia i detergenti per la doccia. Anche la parte riguardante l’alimentazione &#232; dettata da una scelta precisa: gli alimenti sono di provenienza biologica e non modificati geneticamente. &#60;br&#62;&#60;br&#62;L'intero percorso della mostra &#232; corredato da decine di cartelloni illustrativi che trattano vari argomenti tra i quali: il biogas, la cogenerazione, le caldaie ad alto rendimento, case a basso consumo energetico e case passive, la ventilazione controllata, le facciate e i tetti verdi, i consumi energetici nazionali e internazionali, i programmi di finanziamento, i tempi di ritorno energetico ed economico delle energie rinnovabili, il loro rendimento nelle varie zone d'Italia, i pannelli solari per piscine, l'uso dell'energia eolica, riduzione dei rifiuti, produzione e uso del compost come concime, etc. &#60;br&#62;Tutto &#232; strutturato in modo che il visitatore possa rendersi conto delle applicazioni dirette e riproporle nella propria abitazione partendo dalla semplice sostituzione di una lampadina fino all'installazione di collettori solari o alla coibentazione della casa. I vari interventi proposti sono realizzabili sia in case gi&#224; costruite che in case in costruzione. Il personale di esperti al seguito della mostra oltre ad effettuare visite guidate per la cittadinanza e le scuole offre anche consulenze specializzate e gratuite per chiunque lo richieda. A disposizione dei visitatori c'&#232; il materiale informativo specifico sui vari argomenti trattati dalla mostra e libri tematici. La grande partecipazione e il forte interesse suscitato fino ad ora dalla Casa EcoLogica ci fa ben sperare in un presente-futuro all'insegna delle energie rinnovabili e dell'uso sempre pi&#249; consapevole e razionale dell'energia&#60;br&#62;&#60;br&#62;Indicazioni per le scuole&#60;br&#62;La mostra della Casa Ecologica organizza e pu&#242; effettuare lezioni illustrative per le scuole ogni ora, durante la mattina, con un massimo di due classi per volta. Possono essere concordate con le rispettive scuole anche lezioni pomeridiane. Ogni mattina si possono realizzare lezioni per dieci classi complessivamente, calcolando una media di venticinque alunni per classe per un totale di 250/300 alunni. Per un periodo espositivo medio della mostra di quattro giorni si pu&#242; calcolare la possibilit&#224; di visita con lezioni guidate per 1500 studenti. Le lezioni possono riguardare scuole di ogni ordine e grado. &#60;br&#62;&#60;br&#62;Indicazioni generali &#60;br&#62;Oltre che per le scuole, vengono normalmente organizzate visite guidate mattutine e pomeridiane per chiunque lo richieda. Tutte le lezioni e visite sono gratuite cos&#236; come l'ingresso alla mostra.&#60;br&#62; &#60;br&#62;Per prenotazioni, chiarimenti ed ulteriori dettagli: &#60;br&#62;scrivi a casa.ecologica@paea.it &#60;br&#62;Vedi tutte le tappe della mostra della casa Ecologica &#60;br&#62;&#60;br&#62;</description>
<author>http://www.comportamentoconsapevole.it</author>
<pubDate>2008-01-10</pubDate>
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<title>Detersivi faidat&#233; -  Pulito senza macchie...di coscienza. Una gestione davvero ecologica della propria abitazione passa dalla creazione autonoma dei propri sistemi di pulizia. </title>
<link>http://www.comportamentoconsapevole.it/htm/news_dettaglio.php?id_news=43</link>
<description>Siamo tutti pi&#249; o meno influenzati dai martellanti messaggi pubblicitari delle grandi compagnie che vendono detersivi per la pulizia della casa. Ci garantiscono un bianco che pi&#249; bianco non si pu&#242;, igiene sicura al 100%, pulito e igiene senza fatica… e noi crediamo sia fondamentale avere una casa perfettamente pulita, completamente asettica. Inoltre, il tempo per renderla splendente &#232; poco e allora ci affidiamo ai detersivi che ci permettono di lavorare meno, che ci garantiscono un risultato ineccepibile in pochissimo tempo. Se ci fermiamo un attimo a riflettere in maniera critica sul nostro modo di gestire le pulizie di casa, molto probabilmente ci rendiamo conto di quante cose diamo per scontate.&#60;br&#62;&#60;br&#62;Veleni di casa nostra&#60;br&#62;&#60;br&#62;Diverse ricerche, condotte a livello europeo e negli Usa hanno rilevato come l’inquinamento domestico spesso &#232; superiore e pi&#249; concentrato di quello esterno. Cerchiamo di eliminare ogni batterio dalle superfici della nostra casa e ci ritroviamo immersi in fumi di solventi chimici volatili. Teniamo i nostri bambini lontani dai detersivi e li lasciamo gattonare su pavimenti lavati con gli stessi. Magari stiamo molto attenti a cosa ingeriamo, acquistiamo solo cibo biologico, lavando poi i nostri vestiti con detersivi chimici e usando un ammorbidente altamente inquinante. Dimenticando che la nostra pelle assorbe facilmente le sostanze con cui entra in contatto.&#60;br&#62;Ma non &#232; solo la nostra salute a farne le spese. L’ambiente che ci circonda &#232; costantemente minacciato dall’uso di derivati petrolchimici nei detersivi e dai vari additivi che in essi si trovano. I fosfati sono stati banditi dal commercio, ma sono stati sostituiti dagli zeoliti, dal dubbio minor impatto ambientale.&#60;br&#62;Una soluzione pu&#242; essere quella di affidarsi ai detersivi ecologici, possibilmente quelli pi&#249; seri (vedi l’articolo „Detersivi a confronto“ su Aam Terra Nuova n&#176; 216, aprile 2007). Ma resta sempre l’elevato costo e l’impatto ambientale dell’intero ciclo di vita del prodotto, dal reperimento delle materie prime, al processo industriale di creazione del detersivo, allo smaltimento dell’imballaggio.&#60;br&#62;&#60;br&#62;Ma fateveli in casa!&#60;br&#62;&#60;br&#62;La verit&#224; &#232; che non abbiamo bisogno di venti tipi diversi di prodotti per la casa. La possibilit&#224; quindi di farsi i detersivi da s&#233; pu&#242; rappresentare una soluzione concretamente realizzabile, meno cara, non particolarmente pi&#249; dispendiosa in termini di tempo e sicuramente pi&#249; appagante. I lavori di casa diventano meno noiosi se ci si diverte a trovare sempre nuove soluzioni per pulire nella maniera pi&#249; naturale possibile. Chiedere consigli ai nostri anziani pu&#242; diventare un modo per interessarsi a loro e fare loro ricordare di come si poteva vivere diversamente. Autoprodursi le cose di cui si ha bisogno d&#224; una grande soddisfazione e senso di libert&#224;.&#60;br&#62;&#60;br&#62;Bicarbonato, aceto, acqua calda, oli essenziali e luffa: con questi cinque elementi &#232; possibile risolvere praticamente ogni esigenza di pulizia delle superfici di casa.&#60;br&#62;Il bicarbonato &#232; l’ingrediente base fondamentale. Si pu&#242; usare diluito in acqua - senza mai superare i 96 grammi per litro e usando acqua calda sotto i 60 gradi - e messo in uno spruzzino, per essere utilizzato quando necessario; lo si pu&#242; spolverare sui sanitari e una volta gettato sopra dell’aceto si passa immediatamente con una spugna, mentre la reazione chimica sta ancora avvenendo; si pu&#242; creare una pappetta con l’acqua da usare come un sapone liquido sulla spugna. Ha un’azione detergente, disinfettante - soprattutto contro i batteri che vivono in un ambiente acido - e deodorante.&#60;br&#62;L’aceto &#232; un ottimo anticalcare, un buon detergente e un debole igienizzante. Pi&#249; forte (e inodore) &#232; l’azione dell’acido citrico in polvere, ma &#232; un ingrediente pi&#249; costoso, difficile da reperire e il processo che lo crea ha un maggiore impatto ambientale della produzione dell’aceto.&#60;br&#62;L’acqua calda potenzia l’azione di qualunque detersivo e gi&#224; da sola &#232; un ottimo detergente. Per pulire i pavimenti la si pu&#242; utilizzare frequentemente da sola, oppure con un cucchiaio di soda da bucato diluito in 5 litri d’acqua, oppure con un bicchiere di aceto diluito in 5 litri d’acqua. Non per tutte le superfici &#232; consigliato l’uso dell’aceto.&#60;br&#62;Gli oli essenziali hanno sempre un’ottima azione profumante, ma hanno anche molte propriet&#224; antisettiche e disinfettanti. Queste ultime funzioni si annullano se li si diluisce in aceto o succo di limone / acido citrico. In particolare per disinfettare si possono usare oli di agrumi, lavanda, timo, tea tree, salvia, origano, cannella, eucaliptus, garofano, ginepro.&#60;br&#62;La luffa &#232; una spugna vegetale che ci si pu&#242; coltivare in casa - ed &#232; quindi rinnovabile - della famiglia delle cucurbitacee (le zucche), ottima per la pulizia di ogni superficie, dei piatti e del corpo.&#60;br&#62;Alternando l’uso dei diversi ingredienti, l’azione pulente e igienizzante &#232; pi&#249; efficace.&#60;br&#62;&#60;br&#62;&#60;br&#62;Detersivi da bucato&#60;br&#62;&#60;br&#62;L’autoproduzione di detersivi per lavare i panni richiede un maggiore impegno. Ma se ci si lascia prendere dall’entusiasmo del piccolo chimico ci si pu&#242; divertire molto di pi&#249;.&#60;br&#62;I detersivi mediamente in commercio contengono tensioattivi per pulire e una serie di additivi per permettere ad essi di agire pi&#249; in profondit&#224;, pi&#249; rapidamente e a temperature inferiori. Spesso gli additivi non sono necessari e spesso ne servono altri ancora per renderne efficaci i primi. Questi ingredienti sono in genere ottenuti mediante sintesi chimica e risultano pertanto non decomponibili attraverso il ciclo naturale di trasformazione e rinnovo delle sostanze organiche, e quindi altamente inquinanti.&#60;br&#62;I detersivi chimici industriali in polvere contengono fino al 50% di materiale inerte che fa volume. Solo i detersivi ecologici ne sono privi, in quanto sono concentrati.&#60;br&#62;Fondamentale &#232; lavare in maniera responsabile, lo stretto indispensabile e pulire a mano i capi di piccole dimensioni e uso frequente, evitando l’uso di acqua corrente, lasciandoli a bagno il tempo necessario per il tipo di tessuto e riutilizzando l’acqua d’ammollo per pulire i pavimenti.&#60;br&#62;Il gel da bucato si pu&#242; ottenere con 1 litro di acqua e 100 grammi di sapone ecologico tipo Marsiglia grattugiato. Si riempie una pallina dosatrice fino a 250 millilitri - questo permette di ridurre la quantit&#224; di detersivo fino al 20% - e la si mette direttamente nella vasca della lavatrice. Per profumare il bucato, mettere qualche goccia di olio esenziale nella vaschetta dell’ammorbidente.&#60;br&#62;&#60;br&#62;&#60;br&#62;Sbiancanti e ammorbidenti&#60;br&#62;&#60;br&#62;Come sbiancante naturale si pu&#242; aggiungere un cucchiaio di percarbonato al gel da bucato. Altrimenti si pu&#242; provare ad usare acqua ossigenata a 130 volumi (3 grammi per chilo di biancheria), con una temperatura minima di 60 gradi e tempi di immersione di almeno 20 minuti.&#60;br&#62;Per smacchiare, se non si riesce ad agire tempestivamente, &#232; sempre necessario pretrattare le macchie con sapone ecologico tipo Marsiglia grattugiato.&#60;br&#62;Se la vostra acqua &#232; calcarea e richiede inevitabilmente l’uso di ammorbidenti, si possono mettere 100 millilitri di aceto (l’odore scompare se si asciugano i panni all’aria) o 100 millilitri di una soluzione al 10% di acido citrico nella vaschetta dell’ammorbidente. Se l’acqua &#232; particolarmente dura, vanno aggiunti fino a 3 cucchiai di bicarbonato o soda da bucato (da usare con una maggiore attenzione) direttamente nella vasca.&#60;br&#62;&#60;br&#62;Elisa Nicoli&#60;br&#62;L’articolo &#232; stato pubblicato integralmente su AAM Terra Nuova, dicembre 2007</description>
<author>http://www.comportamentoconsapevole.it</author>
<pubDate>2008-01-10</pubDate>
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<title>Raccolta differenziata: Novara top</title>
<link>http://www.comportamentoconsapevole.it/htm/news_dettaglio.php?id_news=42</link>
<description>ROMA, 3 Ddicembre  &#60;br&#62;Milano supera Roma di 20 posizioni in raccolta differenziata: e' al 43/o posto, su 103 comuni capoluogo di provincia con il 30,5%.Roma e' 64/ma con il 16,2%. Novara e' prima nella classifica di Legambiente con il 66,9% di raccolta differenziata dei rifiuti urbani, seguita da Verbania (66,6%) e Asti (62,6%). Ultima e' Isernia con l'1,8%, preceduta da Messina (2%) e Siracusa (2,8%). Napoli e' al 94/o posto, Palermo al 78/o e Bari al 62/o. Torino e' 20/ma, Bologna 45/ma e Firenze 42/ma. </description>
<author>http://www.comportamentoconsapevole.it</author>
<pubDate>2007-12-06</pubDate>
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<title>E' stato inaugurato a Marsala il pi&#249; grande impianto fotovoltaico della Sicilia </title>
<link>http://www.comportamentoconsapevole.it/htm/news_dettaglio.php?id_news=41</link>
<description>L'inaugurazione &#232; avvenuta sabato scorso 24 novembre a Marsala(TP). L'impianto &#232; composto da 1.600 moduli di silicio, e si sviluppa su 7.000 m2 del tetto dello stabilimento dell'Ausonia s.r.l., un'industria che produce gruppi elettrogeni.&#60;br&#62;L'impianto, costato 2 milioni di euro, permetter&#224; di evitare l'immissione in atmosfera di ben 292 di CO2/anno, grazie alla sua centrale di 358,97 KW, che avr&#224;, secondo i calcoli progettuali, una produzione di energia elettrica pari a ca. 550.000 KWh/anno, di cui 300.000 kWh serviranno a soddisfare il fabbisogno industriale e i restanti 250mila kWh saranno ceduti alla rete elettrica nazionale.&#60;br&#62;La realizzazione dell'intero progetto &#232; da attribuirsi non solo all'investimento dell'industria siciliana, ma anche agli incentivi previsti dal Conto Energia, grazie ai quali l'Ausonia risparmier&#224; 45.000€/anno sulla bolletta energetica, e potr&#224; ammortizzare l'investimento in 8 anni.&#60;br&#62;L' A.D. dell'Ausonia Massimo Ombra, ha detto che l'impianto &#232; la manifestazione delle lodevoli intenzioni della ditta, e delle sua sensibilit&#224; verso l'ambiente.&#60;br&#62;&#60;br&#62;</description>
<author>http://www.comportamentoconsapevole.it</author>
<pubDate>2007-12-04</pubDate>
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<title>Bike sharing anche a Roma - 250 biciclette</title>
<link>http://www.comportamentoconsapevole.it/htm/news_dettaglio.php?id_news=39</link>
<description>Dal 15 gennaio 2008 sar&#224; possibile spostarsi nel centro storico romano tramite un servizio di bike sharing. Il servizio sar&#224; disponibile nei pressi in 22 bike point posti nelle vicinanze delle fermate dei mezzi pubblici. Complessivamente saranno 250 biciclette per servire un bacino d'utenza di circa 5 mila utenti. Per utilizzare le due ruote ci si dovr&#224; registrare presso i Punti di Informazione Turistica (Pit) versando una cauzione di 30 euro. Gli abbonati avranno in cambio una tessera elettronica ricaricabile da utilizzare per prelevare le biciclette e un lucchetto. Dal momento in cui la tessera viene passata sulla colonnina del bike sharing, si sblocca la bici e parte il tassametro. La tariffa &#232; abbastanza contenuta: un euro per ogni mezz'ora, con la prima gratuita. Dopo un'ora e mezza scatta la tariffa maggiorata di 4 euro. La tariffazione progressiva dovrebbe spingere l'utenza a utilizzare le biciclette da un bike point all'altro, senza tenersi la bicicletta in ufficio o nel negozio. Ovviamente la bicicletta potr&#224; essere riconsegnata in postazioni diverse da quella d'origine. Al momento della riconsegna si blocca il tassametro e quindi l'addebito sulla carta elettronica. Nel caso in cui non ci siano postazioni libere, la bicicletta potr&#224; essere legata con il lucchetto in dotazione telefonando al centro organizzativo del bike sharing per bloccare il tassametro. &#60;br&#62;</description>
<author>http://www.comportamentoconsapevole.it</author>
<pubDate>2007-11-10</pubDate>
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<title>Bella idea! Sul tetto della Fiera di Roma un impianto fotovoltaico a film sottile</title>
<link>http://www.comportamentoconsapevole.it/htm/news_dettaglio.php?id_news=38</link>
<description>&#60;br&#62;Un tetto da record per la Fiera di Roma. Sul tetto della struttura romana sar&#224; realizzato l'impianto fotovoltaico a film sottile pi&#249; grande al mondo.&#60;br&#62;Il progetto &#232; nato dall’accordo tra Fiera di Roma e Green utility, joint venture tra Secit (societ&#224; del gruppo Gesenu nata a Perugia), Solon Ag (societ&#224; tedesca leader nel fotovoltaico) e un team di giovani imprenditori esperti di energia.&#60;br&#62;L'impianto, con una potenza di 1.800 kWp (kilowatt di picco), sar&#224; completato nel 2008. Il film sottile sar&#224; installato su circa 38 mila metri quadri dei tetti dei padiglioni espositivi a cui si aggiungeranno sistemi fotovoltaici a inseguimento solare sulle aree del polo fieristico per ulteriori 500 kWp.&#60;br&#62;Un’iniziativa che permetter&#224; di evitare le emissioni in atmosfera di circa 2.000 tonnellate/anno di anidride carbonica, equivalente ai benefici ambientali generati da 2 milioni di metri quadri di bosco.&#60;br&#62;Fiera di Roma – riporta la nota stampa – beneficer&#224; gratuitamente del 20% dell'energia verde cos&#236; prodotta, mentre la restante parte sar&#224; acquistata a un prezzo definito particolarmente vantaggioso rispetto a quello gi&#224; pagato, consentendo di soddisfare circa il 20% del proprio fabbisogno energetico.&#60;br&#62;Secondo quanto si legge nella nota stampa, l'impianto produrr&#224; 2,8 milioni di kWh/anno, pari al consumo elettrico annuo di oltre 900 famiglie e richieder&#224; un investimento di circa 12 milioni di euro.&#60;br&#62;L'investimento sar&#224; interamente sostenuto da Green Utility attraverso un'operazione di project financing.&#60;br&#62;“La partnership con il Comune di Roma - ha spiegato Carlo Noto La Diega, presidente del consiglio di sorveglianza di Green Utility e presidente del cda di Secit - costituisce un modello di sviluppo che coniuga innovazione e sostenibilit&#224;, in linea con quanto sancito lo scorso marzo dalla Commissione europea che ha fissato l'obiettivo vincolante del 20% della produzione totale di energia da fonti rinnovabili entro il 2020”.</description>
<author>http://www.comportamentoconsapevole.it</author>
<pubDate>2007-11-09</pubDate>
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<title>Meno rifiuti con la bioplastica: &#232; questo l’obiettivo di Life Biomass</title>
<link>http://www.comportamentoconsapevole.it/htm/news_dettaglio.php?id_news=37</link>
<description>Meno rifiuti con la plastica biodegradabile. E' questo l’obiettivo di Life Biomass, progetto dell'Unione Europea promosso sul territorio ligure dal Cersaa, il Centro regionale di sperimentazione e assistenza agricola. I risultati dopo tre anni di lavoro hanno permesso di ridurre di 19 tonnellate i rifiuti grazie all’utilizzo di 130 mila vasi, 100 mila metri quadri di telo da pacciamatura, 270 mila kit da ristorazione, tutto in plastica biodegradabile e compostabile, contenente materie prime rinnovabili.&#60;br&#62;&#60;br&#62;Il progetto Biomass ha coinvolto due settori economici tipici del territorio ligure: il turismo e l'agricoltura. Per quanto riguarda il turismo, l'azienda leader mondiale nel settore delle bioplastiche Novamont ha fornito a sessanta stabilimenti balneari della riviera 270 mila kit completi in Mater-Bi (plastica ecologica) per la ristorazione.&#60;br&#62;&#60;br&#62;La presenza capillare di stoviglie biodegradabili nelle sagre della zona ha permesso di intercettare un terzo del flusso turistico della provincia di Savona, circa 200 mila persone. I kit sono stati forniti anche alle mense scolastiche di Celle Ligure e di altri comuni costieri e dell'entroterra. Sul fronte dell'agricoltura l'intervento ha riguardato prevalentemente due prodotti, i vasi per piante ornamentali e i teli da pacciamatura, utili a contenere le erbe infestanti o per anticipare la produzione delle colture nei periodi meno favorevoli dell'anno.&#60;br&#62;&#60;br&#62;Il progetto Biomass ha messo in produzione e distribuito 130mila vasi in Mater-Bi, completamente compostabili. I vivai della sola Albenga producono ogni anno 120 milioni di piante in vaso e ne esportano il 90 per cento verso il nord Europa.&#60;br&#62;</description>
<author>http://www.comportamentoconsapevole.it</author>
<pubDate>2007-10-08</pubDate>
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<title>PULA. Il riciclo dei rifiuti? La Sardegna va veloce</title>
<link>http://www.comportamentoconsapevole.it/htm/news_dettaglio.php?id_news=36</link>
<description>Il riciclo dei rifiuti? La Sardegna va veloce: recupera il divario da altre aree d’Europa e ottimizza la raccolta delle scorie. Almeno su cinque categorie di prodotti: plastica, vetro, carta, acciaio, alluminio. Ad affermarlo non sono i soliti amministratori alla ricerca di consensi. La conferma giunge dal simposio al Forte Village. Cos&#236;, durante i lavori a Santa Margherita di Pula, a spiegare esattamente come e perch&#233; il traguardo &#232; stato raggiunto pensa Giancarlo Longhi, direttore generale del Conai, il Consorzio italiano per il recupero degli imballaggi. &#171;Seguiamo la vita di ogni prodotto sinch&#233; non diventa scoria: dalla nascita alla morte - &#232; uno dei suoi motti - E prevediamo tutte le fasi di riutilizzo. Il conferimento alle discariche &#232; l’ultima spiaggia&#187;.&#60;br&#62; &#171;Ben prima, attraverso la raccolta differenziata, ci si pu&#242; muovere come all’interno di una immensa miniera - continua Giancarlo Longhi - Estrarre ogni preziosa risorsa contenuta &#232; il nostro slogan e il nostro motivo di orgoglio&#187;.&#60;br&#62; Il Conai &#232; un’istituzione privata nata su scala nazionale per una precisa scelta politica. Agisce, provincia per provincia, in modo capillare e selettivo. Tutto attraverso consorzi che pensano allo stoccaggio in poli regionali: pagano ai Comuni il riciclaggio e rivendono poi i resti ad aziende specializzate. &#171;Nel nostro Paese possono venire venire trasformati in nudi materiali dodici milioni di tonnellate di rifiuti - informa Longhi - Il dieci per cento attraverso il riciclaggio, il novanta mediante altri processi di trasformazioni che consentono anche la produzione di energia. Con misure mirate e centri di trattamento adeguato si contribuisce cos&#236; a ridurre l’effetto serra&#187;. &#171;Come sappiamo bene tutti l’Italia non dispone di grandi quantitativi di materie prime - aggiunge il dirigente del Conai - Quale migliore occasione, allora, di trasformare l’ostacolo-rifiuti in una moderna opportunit&#224;? L’anno scorso abbiamo riciclato sette milioni di tonnellate di materiali da imballaggio e accantonato altre trentaduemila, tutte provenienti sempre da carta, vetro, alluminio, acciaio e plastica&#187;.&#60;br&#62; E in questi processi qual &#232; l’esatta posizione dell’isola? Ancora una volta Longhi si rivela un prezioso conoscitore della realt&#224; regionale, in grado di fornire dati raffrontati su scala italiana ed europea. Con la conferma, intanto, della rapida risalita della Sardegna verso le vette di eccellenze gi&#224; toccate da altri nel nostro continente. Spiega infatti il direttore del Consorzio per il recupero: &#171;Tra il 2000 e il 2006 l’isola registra una crescita nel recupero dei cinque principali materiali. Soltanto per il vetro, in periodi pi&#249; recenti, forse a causa della graduale sostituzione delle bottiglie tradizionali con quelle di plastica soprattutto nel caso dell’acqua minerale, si &#232; avuta un’inversione di tendenza, con un leggero calo. In generale, comunque, si &#232; passati da una raccolta pari a 37 chili per ogni abitante a 43 chili. Il che pone la Sardegna a un livello intermedio tra i migliori piazzamenti di tutte le regioni del Settentrione (Liguria esclusa) e le altre realt&#224; centro-meridionali del Paese&#187;. Ma secondo Longhi l’aspetto pi&#249; importante &#232; il trend di crescita. Accompagnato da un miglioramento nella gestione del problema da parte della maggioranza dei paesi e delle citt&#224; dell’isola. Dice ancora il dirigente Conai: &#171;Gi&#224; da qualche anno abbiamo firmato convenzioni con la Regione. L’obiettivo? Conseguire risultati ottimali in tutte le otto province sarde. Da allora si pu&#242; constatare, dati alla mano, una maggiore sensibilizzazione della popolazione. Prendiamo per esempio il caso della plastica: l’accumulo &#232; in breve tempo raddoppiato, da tre a sei chili per ciascun abitante. E se Sassari ha vinto addirittura un premio per la raccolta del cartone piazzandosi al primo posto in Italia, Cagliari sta recuperando un po’. Insomma, nel giro di poco in Sardegna si &#232; passati da venticinquemila a quarantamila tonnellate riciclate. Non sono cifre di scarso rilievo. Dimostrano che le citt&#224; e i paesi, anche in Sardegna, per quanto riguarda lo smaltimento delle scorie solide sono giacimenti metropolitani in piena regola: risorse insperate capaci di garantire un nuovo sviluppo&#187;. </description>
<author>http://www.comportamentoconsapevole.it</author>
<pubDate>2007-10-08</pubDate>
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<title>Bari: sequestrata discarica abusiva</title>
<link>http://www.comportamentoconsapevole.it/htm/news_dettaglio.php?id_news=35</link>
<description>&#60;br&#62;Una discarica abusiva di 31mila metri quadrati di superficie e' stata scoperta e sequestrata da militari della Guardia di finanza nel territorio di Santeramo in Colle, in localita' Strada Vicinale Sant'Angelo. Denunciato un uomo di 67 anni, con precedenti specifici, comproprietario del terreno. A quanto si e' saputo, l'uomo e' titolare di un'attivita' di demolizione di edifici e di sistemazione di terreni ed aveva ottenuto dalla Provincia di Bari l'autorizzazione alle operazioni di recupero di rifiuti non pericolosi in un altro appezzamento di terreno distante dalla discarica abusiva. In quest'ultima erano stati accatastati cumuli di inerti da demolizioni e rifiuti pericolosi quali eternit e amianto.</description>
<author>http://www.comportamentoconsapevole.it</author>
<pubDate>2007-10-03</pubDate>
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<title>La Formula 1 a energia solare -  Non inquina, non fa rumore, ma i suoi pannelli solari la spingeranno a 120km/h</title>
<link>http://www.comportamentoconsapevole.it/htm/news_dettaglio.php?id_news=34</link>
<description>Non inquina, non fa rumore, ma i suoi pannelli solari la spingeranno a 120km/h nella traversata del continente australiano. Oggi &#232; un prototipo, domani potrebbe divenire l'auto di uso quotidiano.&#60;br&#62;  &#60;br&#62; &#60;br&#62; Si chiama SolarWorld No. 1 ed &#232; un'automobile funzionante solo ed esclusivamente ad energia solare. &#60;br&#62;&#60;br&#62;Tra poche settimane, pi&#249; precisamente dal 21 al 28 ottobre, sar&#224; impegnata in una competizione straordinaria, la 20esima edizione della World Solar Challenge, una specie di Campionato Mondiale non ufficiale per automobili ad energia solare.&#60;br&#62;&#60;br&#62;SolarWorld No. 1, presentata nel corso di un evento organizzato da SolarWorld in coincidenza con la 22ma Conferenza Europea sull'Energia Solare Fotovoltaica di Milano, dovr&#224; vedersela con una nutrita concorrenza e cercare di essere la pi&#249; veloce nell'attraversare l'Australia da parte a parte coprendo una distanza complessiva di tremila chilometri.&#60;br&#62;&#60;br&#62;La macchina, che ha richiesto pi&#249; di un anno di progettazione in partnership con l'Universit&#224; di Bochum, &#232; stata realizzata da SolarWorld, azienda leader nel mondo nella produzione di pannelli fotovoltaici. E infatti sono proprio delle celle solari incorporate nella carrozzeria del veicolo a funzionare da motore propulsivo dalle prestazioni di tutto rispetto.&#60;br&#62;&#60;br&#62;SolarWorld No. 1 &#232; lunga cinque metri. I materiali innovativi utilizzati per costruirla hanno permesso di limitarne il peso a soli duecento chili. La sua superficie &#232; ricoperta  per sei metri quadrati da celle solari capaci di generare energia sufficiente a spingere la macchina alla velocit&#224; massima di 120km/h e a un'andatura di crociera di 85km/h per tutto il giorno.&#60;br&#62;&#60;br&#62;Quello che oggi &#232; un prototipo dalla linea accattivante studiata per vincere una gara di importanza mondiale potrebbe per&#242; un giorno diventare un'utilitaria per l'uso quotidiano. &#60;br&#62;&#60;br&#62;Uno dei requisiti fondamentali per poter partecipare al World Solar Challenge, infatti, prevede che i veicoli impegnati nel confronto presentino soluzioni progettuali applicabili alla vita di tutti i giorni. Anche per questa ragione, la postazione di guida del SolarWorld No. 1 &#232; stata disegnata in modo tale da far tenere al pilota una posizione eretta esattamente come all'interno dell'abitacolo di qualsiasi automobile convenzionale.&#60;br&#62;&#60;br&#62;Realizzando questo progetto, SolarWorld mira a generare conoscenza ed a suscitare un crescente interesse tra le giovani generazioni intorno ai progetti di ricerca sull'energia solare. Al tempo stesso, SolarWorld No. 1 dimostra con le sue caratteristiche che il progresso tecnologico in materia di energie rinnovabili &#232; pronto a garantire prestazioni tanto elevate da poter fare una spettacolare entrata nel mondo dello sport.&#60;br&#62;&#60;br&#62; &#60;br&#62;</description>
<author>http://www.comportamentoconsapevole.it</author>
<pubDate>2007-09-11</pubDate>
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<title>Africa soffocata dalla plastica - Miliardi di buste di plastica invadono l'Africa </title>
<link>http://www.comportamentoconsapevole.it/htm/news_dettaglio.php?id_news=33</link>
<description>Miliardi di buste di plastica invadono l'Africa tanto che in molte regioni del continente fanno ormai parte del paesaggio. Lo denuncia l'Unep, il Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente, secondo cui si tratta di un problema molto serio.&#60;br&#62;&#60;br&#62;“Nessuno sa dire quante sono, ma in Africa le buste di plastica sembrano essere ovunque, in citt&#224; e in campagna, preda del vento per strada, sui rami degli alberi, galleggiano nei fiumi, intasano gli impianti di drenaggio e le reti fognarie”. &#60;br&#62;&#60;br&#62;I sacchetti di plastica, dice ancora l’agenzia, costituiscono un problema anche per gli animali che possono morire soffocati. Un handicap che potrebbe mettere in difficolt&#224; anche il turismo in numerose regioni. &#60;br&#62;&#60;br&#62;Ma non &#232; tutto: se abbandonato, il sacchetto di plastica pu&#242; inoltre riempirsi d'acqua piovana e fornire cos&#236; un habitat ideale per le zanzare anophele che trasmettono la malaria.&#60;br&#62;&#60;br&#62;Gli stati africani secondo l’Unep dovrebbero mettere al bando i sacchetti di plastica troppo sottili, poich&#233; spesso inutilizzabili dopo un singolo impiego, e l'introduzione di una tassa sui sacchi di plastica pi&#249; spessi. &#60;br&#62;&#60;br&#62;Per l'Unep le entrate generate dalla tassa devono essere usate anche per finanziare un vero processo di riciclaggio dei rifiuti.&#60;br&#62;</description>
<author>http://www.comportamentoconsapevole.it</author>
<pubDate>2007-09-11</pubDate>
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<title> L&#180;Emilia Romagna scommette sul biogas </title>
<link>http://www.comportamentoconsapevole.it/htm/news_dettaglio.php?id_news=32</link>
<description>LIVORNO. Attualmente nel nostro Paese sono soltanto un centinaio gli impianti che recuperano energia sotto forma di biogas dagli allevamenti zootecnici. Di solito si tratta di impianti molto piccoli finalizzati esclusivamente alle attivit&#224; delle aziende mentre sono una decina gli impianti centralizzati che trattano oltre ai reflui e scarti dell'agroindustria, anche fanghi di depurazione e rifiuti organici derivati da raccolte differenziate urbane. &#60;br&#62;&#60;br&#62;Nel 2005 il grosso dell'energia prodotta dal recupero del biogas era attribuibile al recupero di biogas dalle discariche di rifiuti (l'80% dei complessivi 4,3 milioni di MWh).Questa percentuale si abbassa in Europa, dove solo il 60% viene prelevato dalle discariche, mentre i 3000 impianti di digestione anaerobica operanti su liquami zootecnici coprono il restante 40% della produzione complessiva, che secondo stime recenti raddoppier&#224; di qui al 2010.&#60;br&#62;&#60;br&#62;Anche in Italia si sta cercando di recupero il gap nei confronti di Paesi come la Germania che hanno investito nel biogas da tempo, e in prima fila tra le regioni italiane c'&#232; l'Emilia Romagna, che nei prossimi mesi aprir&#224; i bandi per i progetti legati alla produzione di energia rinnovabile da biomasse agricole: si tratter&#224; di una grande opportunit&#224; per le molte imprese del settore agroindustriale della regione, che nei mesi scorsi &#232; stato oggetto di un approfondita ricerca da parte del Crpa (Centro di ricerca produzioni animali) in collaborazione con Ubm di Bologna, finalizzato proprio a definire qualitativamente e quantitativamente la produzione di scarti e rifiuti di natura organica dell'intera regione.&#60;br&#62;&#60;br&#62;I bandi erano previsti all'interno del Piano di Sviluppo rurale dell'Emilia Romagna, che &#232; stato il primo ad avere l'ok dalla commissione europea insieme a quello della Provincia autonoma di Trento e prosegue nella linea tracciata dal piano energetico che punta a incentivare con forza lo sfruttamento delle energie rinnovabili ed in modo particolare tutti quegli impianti che consentano di valorizzare energeticamente gli scarti dell'agroindustria. &#60;br&#62;&#60;br&#62;In Emilia Romagna la quantit&#224; complessiva di scarti, escludendo gli effluenti zootecnici, ammontava nel 2003 a poco meno di 2,38 milioni di tonnellate di cui 1,55 milioni sono costituite da siero di latte. Il resto, pari a 826.000 tonnellate, era rappresentato pressoch&#233; in parti uguali da fanghi di depurazione, scarti vegetali e sottoprodotti animali. &#60;br&#62;&#60;br&#62;Una parte di questi scarti ha gi&#224; un percorso di recupero vero e proprio, che dovr&#224; solo essere armonizzato con i principi e i requisiti che l'Unione europea ha delineato per quei sottoprodotti che essendo materia prima in un altro processo produttivo, non devono essere considerati &#34;rifiuti&#34;. Per la restante quota, l'Emilia Romagna punta quindi a potenziare la strada del recupero energetico (digestione anaerobica con produzione di biogas) e/o della produzione di fertilizzanti.&#60;br&#62;</description>
<author>http://www.comportamentoconsapevole.it</author>
<pubDate>2007-09-11</pubDate>
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<title>La casa di rifiuti a Rio de Janeiro </title>
<link>http://www.comportamentoconsapevole.it/htm/news_dettaglio.php?id_news=31</link>
<description>&#200; proprio vero che la necessit&#224; aguzza l’ingegno: in Brasile, non lontano dall’aeroporto di Rio de Janeiro e dalle sue famose spiagge, &#232; stata costruita una casa molto economica dalla singolare struttura quadrata. Si tratta di una dimora realizzata con materiali di scarto e mobili recuperati nelle discariche.&#60;br&#62;La casa, che &#232; tenuta a galla da centinaia di bottiglie di plastica vuote in un canale di una bidonville, &#232; costata solo 170 dollari, principalmente per l’acquisto del cemento e per la costruzione del tetto.&#60;br&#62;Inizialmente le autorit&#224; locali avevano pensato di demolire l’originale casa di rifiuti, per timore che ne venissero costruite altre simili e si corresse il rischio di intasare il canale. Poi, per&#242;, si &#232; pensato di ormeggiare la casa ad una barriera di filtraggio sul canale di Cunha per rimuovere i rifiuti.&#60;br&#62;Il governo ha quindi deciso di prender la casa a modello di riciclaggio in una campagna anti-inquinamento e di conservarla come un monumento a supporto delle attivit&#224; di educazione ambientale.</description>
<author>http://www.comportamentoconsapevole.it</author>
<pubDate>2007-09-05</pubDate>
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<title>Anche nelle citt&#224; piace la raccolta 'Porta A Porta' </title>
<link>http://www.comportamentoconsapevole.it/htm/news_dettaglio.php?id_news=30</link>
<description>ROMA - Non saranno sofisticati mezzi tecnologici a ripulire sei citt&#224; italiane dai rifiuti, ma il vecchio ''netturbino'' di una volta. A Torino, come a Venezia, Bologna, passando per Firenze, Roma e infine a Bari, a vincere la sfida per incrementare la raccolta differenziata &#232; il sistema 'porta a porta'. Un metodo adoperato fino a poco tempo fa soprattutto nei piccoli centri, ma che oggi sembra abbia conquistato anche una grande metropoli come Roma. Addio vecchio cassonetto al lato delle strade quindi, largo ai kit di contenitori condominiali, al sacchetto accanto l’ingresso di casa oppure sul pianerottolo. Secondo l’assessore capitolino all’Ambiente, Dario Esposito, la raccolta domiciliare ''potrebbe coinvolgere fino a un milione di cittadini romani in pochi anni e sono gia molti i comitati e le associazioni che candidano i quartieri di residenza per la sperimentazione del nuovo sistema''. Per la Capitale, cos&#236; come per le altre citt&#224; , il target &#232; raggiungere l’obiettivo di legge del 40% fissato per il 2007. Il servizio a domicilio, laddove si &#232; sperimentato, piace perch&#232; porta risultati. Ecco una carrellata sulla situazione in sei citt&#224; italiane: &#60;br&#62;1) ROMA: punte del 70% della raccolta differenziata raggiunte con il porta a porta, valori record per la Capitale;&#60;br&#62;2) TORINO: nelle zone in cui &#232; attivo il porta a porta la raccolta differenziata supera il 55%.; &#60;br&#62;3) FIRENZE : Nelle zone dove non &#232; possibile mettere ulteriori cassonetti si pensa di ampliare la raccolta domiciliare. Intanto si vogliono realizzare 33 stazioni ecologiche interrate con cui togliere cassonetti dalla strada e guadagnare 1.500 parcheggi; &#60;br&#62;4) VENEZIA: per fine 2007 porta a porta in tutti e sei i sestieri del centro storico e la Giudecca, poi nel 2008 sar&#224; la volta di Murano e Burano. &#60;br&#62;5) BOLOGNA: Il Comune ipotizza un allargamento del porta a porta, ma soprattutto si pensa ad una riorganizzazione del servizio da parte dell’azienda locale utilizzando le risorse arrivate dal recente aumento della tassa urbana sui rifiuti; &#60;br&#62;6) BARI: Punta a coprire con il porta a porta l’intera cittadinanza nel 2009. &#60;br&#62;&#60;br&#62;</description>
<author>http://www.comportamentoconsapevole.it</author>
<pubDate>2007-09-05</pubDate>
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<title>3 - 4 ottobre 2007 Global Junior Challenge </title>
<link>http://www.comportamentoconsapevole.it/htm/news_dettaglio.php?id_news=29</link>
<description>P&#236;nkaro &#232; uno dei progetti finalisti dell'edizione 2007 del concorso mondiale Global Junior Challenge, nella categoria 15 anni (dai 10 ai 15 anni). Tra oltre 600 progetti provenienti da ogni parte del mondo, una giuria internazionale ha selezionato i 100 finalisti che esporranno i loro lavori a Roma dal 3 al 5 ottobre, durante l'evento finale del Global Junior Challenge. &#60;br&#62;Il 3 e 4 ottobre 2007, dalle 9.30 alle 17.00, presso l’ITIS Galileo Galilei di Roma, in Via Conte Verde 51, i finalisti esporranno i loro progetti, potranno dialogare tra loro e confrontarsi con i massimi esperti internazionali sul tema del digital divide e dell'inclusione sociale. Il 5 ottobre 2007, dalle 10.00 alle 13.00, presso l’Aula di Giulio Cesare in Campidoglio, i progetti vincitori, selezionati da una giuria internazionale, saranno premiati dal Sindaco Walter Veltroni con una statua raffigurante la lupa etrusca con Romolo e Remo, il simbolo prestigioso della fondazione della Citt&#224; di Roma. Alla cerimonia parteciperanno anche illustri personalit&#224; in campo scientifico, sociale e politico. Nel pomeriggio tutti i vincitori saranno ricevuti al Palazzo del Quirinale, dove verr&#224; assegnato un premio speciale dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, destinato esclusivamente ai progetti pi&#249; innovativi delle scuole italiane. Un evento particolarmente atteso, perch&#233; su circa 600 progetti sono ben 270 le scuole italiane che aspirano al premio speciale del Presidente della Repubblica. &#60;br&#62;I numerosi progetti iscritti al GJC 2007 che provengono da Paesi in via di sviluppo, come Kenya, Senegal, Bangladesh, Nepal o Uganda, dimostrano sempre di pi&#249; come la tecnologia possa accelerare lo sviluppo sociale ed economico di un Paese, soprattutto se associata all'educazione dei giovani. &#60;br&#62;A loro quest'anno il Ministero degli Esteri - Direzione Generale Cooperazione e Sviluppo dedica un premio speciale accompagnato da un finanziamento economico. &#60;br&#62;www.gjc.it/2006/it/show.php?id=114</description>
<author>http://www.comportamentoconsapevole.it</author>
<pubDate>2007-07-30</pubDate>
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<title>Dove butto la Tv? Dovete cambiare il pc o il cellulare? Vostro figlio ha smesso di giocare col trenino elettrico? </title>
<link>http://www.comportamentoconsapevole.it/htm/news_dettaglio.php?id_news=28</link>
<description>Dovete cambiare il pc o il cellulare? Vostro figlio ha smesso di giocare col trenino elettrico? Chi vi ha venduto il frigorifero si rifiuta di ritirarvi il vecchio? La legge europea impone nuove regole per i prodotti elettrici e elettronici che, col solito ritardo, sta entrando in vigore anche in Italia (dal primo luglio, salvo nuove proroghe). Le nuove norme fanno per la prima volta i conti con i 14 kg di rifiuti elettrici ed elettronici che ogni europeo genera ogni anno (&#232; la media del 2005 ma ogni anno crescono tra il 3 e il 5%). Per l'Italia 860mila tonnellate nel 2007. &#60;br&#62;&#60;br&#62;&#60;br&#62;Se ne accorgono tutti gli anni i volontari di Puliamo il Mondo che ritrovano tv e lavatrici buttati nei fossi o abbandonati nei campi. E non dimentichiamo i liquidi frigoriferi che bucano l'ozono, il mercurio e altri metalli che avvelenano gli animali. Quelli che non vengono abbandonati, finiscono in discarica o nelle riciclerie mondiali, come quella di Guyu nella Cina meridionale... &#60;br&#62;&#60;br&#62;&#60;br&#62;Cosa fare per non inquinare e rispettare la nuova legge? Rivolgersi alle &#34;riciclerie&#34; comunali (sono 2.000 in tutta Italia) o ai servizi di raccolta su appuntamento dei rifiuti ingombranti (telefonare al Comune o all'azienda di servizio), che debbono essere istituiti per legge. Nel caso di abbandoni di rifiuti ci si deve rivolgere ai vigili urbani o, nei casi pi&#249; eclatanti, alla Provincia o alle Agenzie ambientali regionali o l'Apat nazionale. I negozi e soprattutto i grandi magazzini dell'elettronica di consumo sono tenuti a ritirare il vecchio quando vendono l'apparecchio nuovo. Non possono rifiutarsi: allo scopo su ogni prodotto &#232; applicata una tariffa che paga il costo dell'impresa di distribuzione e del produttore (o importatore) obbligato dalla legge a recuperare, riciclare e smaltire correttamente l'apparecchio usato. L'etichetta del prodotto e il manuale d'uso dovrebbero informare il consumatore in proposito. &#60;br&#62;&#60;br&#62;&#60;br&#62;Un suggerimento: l'80% degli apparecchi di cui ci liberiamo sono ancora funzionanti. Rivendiamoli e regaliamoli, in modo da allungarne il ciclo di vita utile. Come? Oltre alle diverse organizzazioni locali di riuso e riciclo segnaliamo il principale negozio elettronico globale di contatto diretto tra domanda e offerta: www.ebay.com. &#60;br&#62;</description>
<author>http://www.comportamentoconsapevole.it</author>
<pubDate>2007-09-05</pubDate>
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<title>COMUNI RICICLONI: +75% RISPETTO AL 2006</title>
<link>http://www.comportamentoconsapevole.it/htm/news_dettaglio.php?id_news=27</link>
<description>COMUNI RICICLONI: +75% RISPETTO AL 2006, BEN 1130 COMUNI IN LISTA&#60;br&#62;a Roma l'annuale classifica delle migliori performance in materia di rifiuti  &#60;br&#62;&#60;br&#62;Si &#232; tenuto a Roma l’evento “I Comuni Ricicloni 2007”, annuale rassegna ideata da Ecosportello e patrocinata dal Ministero dell’Ambiente per monitorare lo stato della raccolta differenziata in Italia.&#60;br&#62;Quest’anno ben 1130 Comuni hanno raggiunto la soglia per l’ingresso in graduatoria (fissata al 35% di RD per il Sud e al 50% per il Centro-Nord), con un incremento del 75% rispetto al 2006 (850 Comuni in graduatoria).&#60;br&#62;&#60;br&#62;Il Veneto si conferma nella parte del leone, in particolare la provincia di Treviso che piazza le prime 4 classificate dei comuni del Nord sopra i 10mila abitanti, San Biagio di Callalta, Roncade, Preganziol, Carbonera. Al centro, primo premio a Porto Sant'Elpidio (AP) cui seguono ben 7 citt&#224; toscane: Capannori (LU), Piombino (LI) Colle Val d'Elsa (SI), Scandicci (FI), Empoli (FI), Montespertoli (FI) e Monsummano (PT). Al sud vince ancora Bellizzi (SA), seguita da Terralba (OR) e Mercato San Severino (SA).&#60;br&#62;&#60;br&#62;La Campania dimostra che &#232; possibile riciclare bene anche in una situazione emergenziale, con il 66% di RD raggiunto nel Comune di Padula (SA), e anche la Sardegna aggiunge molti Comuni in classifica rispetto allo scorso anno, soprattutto in provincia di Cagliari e Oristano.&#60;br&#62;&#60;br&#62;Importante considerare che i criteri per l’ammissione in graduatoria non si basano unicamente sulla % di raccolta differenziata ma sono un mix di indici che tengono conto ad esempio dell’applicazione della tariffa e dell’impegno per la riduzione dei rifiuti.&#60;br&#62;&#60;br&#62;Da segnalare infine il premio per la “comunicazione ambientale” assegnato alla Regione Piemonte per la campgana “Li abbiamo pedinati”, v&#242;lta a far comprendere ai cittadini che i rifiuti da loro differenziati finivano effettivamente in impianti di riciclo, per superare quello scetticismo sul riciclo di rifiuti storicamente presente nei cittadini. Come dire, la comunicazione &#232; importante per consolidare i risultati di RD (la Regione Piemonte &#232; passata da un 15% nel 1999 a un 40% del 2006). Non a caso forse, tra le grandi citt&#224; l'unica riciclona &#232; Torino con il 35,7% di raccolta differenziata. Un risultato importante per il Comune e per l’azienda di raccolta rifiuti AMIAT, che da qualche anno hanno avviato il graduale passaggio alla raccolta porta a porta nei quartieri cittadini. Troppo distanziate (e non classificate) Palermo, Napoli e Firenze. &#60;br&#62;&#60;br&#62; &#60;br&#62;</description>
<author>http://www.comportamentoconsapevole.it</author>
<pubDate>2007-07-11</pubDate>
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<title>LOANO -  Il Comune indice la III campagna di promozione della Raccolta Differenziata indirizzata ai vacanzieri </title>
<link>http://www.comportamentoconsapevole.it/htm/news_dettaglio.php?id_news=26</link>
<description>Ogni settimana di luglio e di agosto sar&#224; premiato un turista che si sia impegnato nella raccolta differenziata con la vincita di una bicicletta speciale: la &#34;ricicletta&#34;, la bici realizzata interamente in alluminio riciclato. Per poter partecipare alla gara basta raccogliere un quantitativo minimo di 3 kg di materiale riciclabile e consegnarlo al Punto Eco.  &#60;br&#62;A fine estate, l'8 settembre, si terr&#224; la cerimonia finale di &#34;Turista Ri-ciclista&#34;. L'iniziativa &#232; promossa dall'Assessorato all'Ambiente del Comune di Loano, in collaborazione con quello al Turismo e alla Cultura. Quella di quest'anno &#232; la terza edizione del progetto figlio di una pi&#249; generale politica di rispetto all'ambiente che interessa il territorio di Loano da almeno 6 anni. &#60;br&#62;&#34;In questo modo si vuole sensibilizzare anche chi nella cittadina rivierasca viene solo in vacanza a salvaguardare l'ambiente&#34; - spiega l'Assessore all'Ambiente  Luigi Pignocca - &#34;La campagna si integra con i progetti gi&#224; realizzati nel corso dell'anno destinati ai residenti&#34; (Punto Eco con il bonus per chi raccoglie e divide per generi i rifiuti e la gara amichevole &#34;Occhio ai Rifiuti&#34; nelle scuole). &#60;br&#62;Anche i loanesi saranno ulteriormente incentivati durante l'estate a raccogliere rifiuti in maniera &#34;ecologica&#34;: si terranno difatti le due settimane dell'Eco-Centro, la prima dedicata al Vetro e Alluminio (dal 23 al 28 luglio) e la seconda alla Plastica e Alluminio (dal 20 al 25 agosto), in cui i materiali indicati, consegnati al Punto Eco, saranno pagati col doppio dell'importo usuale.&#60;br&#62;Il Punto Eco si trova in via Ugo Foscolo ed &#232; aperto dal luned&#236; al venerd&#236; dalle 8.30 alle 12.30 e dalle 13.30 alle 16.30, mentre al sabato dalle 8.30 alle 12.&#60;br&#62;&#60;br&#62;</description>
<author>http://www.comportamentoconsapevole.it</author>
<pubDate>2007-07-03</pubDate>
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<title>La dieta di Kyoto - Piaceri sostenibili La protezione dell'ambiente passa attraverso la tavola. Basta scegliere vegetali, carni di allevamenti bio e prodotti &#34;a Km 0&#34; </title>
<link>http://www.comportamentoconsapevole.it/htm/news_dettaglio.php?id_news=25</link>
<description>LE REGOLE DEL CONSUMATORE CONSAPEVOLE I cibi semplici e freschi sono pi&#249; ecologici, perch&#233; non contengono additivi n&#233; conservanti chimici, hanno subito minori lavorazioni e sprecato meno energia. Gli alimenti biologici sono privi di sostanze chimiche inquinanti, e preservano la vitalit&#224; dei terreni. La dieta prevalentemente vegetariana utilizza in modo equilibrato le risorse e genera quantit&#224; inferiori di gas a effetto serra. Idem per il cibo di stagione, fresco, ricco di nutrienti ma soprattutto a minore impatto energetico. Infine gli alimenti caratteristici della zona, che non esigono lunghi trasporti, sono perfetti per limitare le emissioni di anidride carbonica. Da evitare, poi, involucri e imballaggi superflui. Cos&#236; la spesa sar&#224; meno pesante, anche per l'ambiente. TRASPORTO AEREO, NIENTE MARCHIO Da anni nei Paesi anglosassoni si discute di Food Miles, cio&#232; di quanti chilometri percorre un cibo prima di arrivare sui banchi di vendita. Il biologico, che dovrebbe per sua natura privilegiare la filiera corta, &#232; invece spesso trasportato in aereo, mezzo dal considerevole impatto ambientale. Per questo l'inglese Soil Association ha stilato un documento con alcune linee guida: anzitutto, verr&#224; negato il marchio &#34;bio&#34; ai prodotti trasportati in aereo. Che non sono abbastanza eco. 2010, fuga dai sacchetti di plastica Le 300mila tonnellate di sacchetti di plastica prodotte ogni anno in Italia dovranno per legge essere sostituite, a partire dal 2010, da alternative pi&#249; ecologiche, per esempio borse in cotone o in amido di mais. Questo perch&#233; il classico sacchetto derivato dal petrolio impiega, per degradarsi naturalmente, non meno di 400 anni; se invece viene bruciato, emette diossina. Con gli altri tipi di involucri, risparmieremo circa 200mila tonnellate di CO2 ogni anno. Osteria local Nel centro storico di Padova &#232; nata la prima osteria &#34;a chilometro zero&#34;, con cibi di stagione che arrivano dalla campagna veneta. L'inziativa &#232; dell'Osteria Vitanova; l'idea &#232; di Coldiretti, che per l'occasione ha rilasciato il primo attestato con il marchio &#34;km zero&#34;. A determinarne il rilascio, un menu interamente composto - dall'antipasto alla grappa - da specialit&#224; locali, fresche, che non hanno richiesto lunghi trasporti. &#60;br&#62;</description>
<author>http://www.comportamentoconsapevole.it</author>
<pubDate>2007-07-03</pubDate>
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<title> A Firenze il primo museo in cartone  </title>
<link>http://www.comportamentoconsapevole.it/htm/news_dettaglio.php?id_news=24</link>
<description>FIRENZE. Lo si pu&#242; annoverare tra le buone pratiche ambientali. E' il primo museo aziendale in Italia realizzato in cartone e nasce a Firenze. Il Museo del Latte realizzato all'interno della Centrale del Latte di Firenze, Pistoia e Livorno &#232; stato inaugurato oggi e rappresenta uno spazio espositivo capace di raccogliere la memoria e l'identit&#224; del marchio Mukki da sempre legato alla tradizione, alla qualit&#224; del prodotto e alla sostenibilit&#224; ambientale. &#60;br&#62;&#60;br&#62;Nei 150 metri quadri di superficie sono collocati oltre 100 oggetti storici raccolti nel corso del '900 che raffigurano e illustrano momenti di vita rurale - per la lavorazione, la conservazione e la vendita del latte -, e che raccontano la storia della Mukki dalle tradizioni rurali alla sostenibilit&#224; ambientale, in due gallerie espositive, una storica ed una di attualit&#224;, e un vasto archivio fotografico, stampe d'epoca, il plastico della prima sede di Via Circondaria. Gli spazi potranno accogliere oltre 5mila bambini fiorentini e toscani che ogni anno visitano la Centrale. Il Museo che si presenta con una forma ad &#34;elle&#34;, si colloca accanto al salone del confezionamento. Il progetto Museo del Latte &#232; stato curato dall'architetto Sonia Perini, mentre l'allestimento &#232; ad opera del designer Generoso Parmigiani. &#60;br&#62;&#60;br&#62;&#171;Mukki - spiega il presidente della Centrale, Franco Cervelin - con il Museo del Latte ha voluto realizzare un'iniziativa dall'alto valore sociale e culturale, dedicata in modo particolare ai pi&#249; giovani, che hanno cos&#236; l'opportunit&#224; di conoscere la storia ed i territori che sono luogo del ciclo di vita e produttivo degli animali da latte. Nel presentare il percorso della filiera del latte dagli allevamenti al consumatore si raccontano gli oltre 50 anni di storia dell'azienda&#187;.&#60;br&#62;&#60;br&#62;Un Museo tecnologico che ha visto un investimento pari a 25mila euro e che coniuga la tradizione della Mukki con le pi&#249; moderne pratiche di ecosostenibilit&#224; ambientale, come la struttura interna degli spazi espositivi interamente realizzati in cartone. Nel museo vengono presentate anche le nuove tecnologie che consentono di garantire qualit&#224; e sicurezza alimentare del prodotto nei confronti del consumatore; e viene sottolineato ad esempio come si possa recuperare un contenitore di latte fatto in Tetra Top riciclabile. &#60;br&#62;&#171;Ed anche il catalogo che presentiamo oggi - aggiunge Cervelin -, che illustra e spiega i segreti e le curiosit&#224; del museo, &#232; stato realizzato in cartalatte riciclata da cartoni per bevande Tetra Pak&#187;. &#60;br&#62;&#60;br&#62;Come visitare il Museo: &#171;Grazie a supporti audiovisivi viene dato ai visitatori del Museo un messaggio semplice e diretto sulle caratteristiche del prodotto e sugli aspetti nutrizionali che lo consigliano per una sana e completa alimentazione. E poi visitando il museo si possono scoprire curiosit&#224;, ed illustrazione, ad esempio mucche di cartone, che agevolano i bambini alla conoscenza, in modo divertente, dei prodotti Mukki&#187;. &#60;br&#62;</description>
<author>http://www.comportamentoconsapevole.it</author>
<pubDate>2007-07-03</pubDate>
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<title>Cresce il riciclo di imballaggi</title>
<link>http://www.comportamentoconsapevole.it/htm/news_dettaglio.php?id_news=22</link>
<description>Raccolte 8.080.000 tonnellate di rifiuti da imballaggi e ottenuto il 55,% di riciclo. Un dato che dal 1998 ad oggi &#232; aumentato del 98%. Le cifre presentate dal Conai &#60;br&#62; &#60;br&#62; &#60;br&#62;Il Consorzio nazionale per il recupero degli imballaggi (Conai) ha gia raggiunto e superato l obiettivo del 45% di recupero e riciclo, prefissato dalla legge per il 2008. Questo il dato pi&#249; significativo comunicato oggi in occasione della presentazione a Roma del bilancio di dieci anni di attivit&#224; del Consorzio (1997-2007). &#171;Nel 2006, con il 66% di recupero complessivo, pari a 8.080.000 tonnellate di rifiuti di imballaggi ed il 55,5% di riciclo pari a 6,8 milioni di tonnellate - ha spiegato Roberto De Santis, presidente del Conai - sono stati raggiunti e superati gli obiettivi stabiliti dai legislatori per il 2008 , anche se rimane una certa disomogeneit&#224; sul territorio nazionale&#187;. &#60;br&#62;&#60;br&#62;Di riduzione della produzione, raccolta differenziata e recupero come &#34;pilastri per una corretta ed avanzata politica dei rifiuti&#34; ha parlato il ministro dell Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio, secondo cui &#232; del tutto evidente che nel nostro Paese dobbiamo realizzare una svolta nella politica sui rifiuti , una scelta imposta dai fatti. &#60;br&#62;&#60;br&#62;Questi i numeri riferiti oggi dal Conai, al quale aderiscono 1.400.000 aziende: rispetto al 1998 le quantit&#224; di rifiuti di imballaggio avviate a riciclo sono cresciute del 98%, quelle recuperate del 126% e i materiali avviati alla discarica sono diminuiti del 42%. Secondo i dati Conai, si &#232; passati da un milione di tonnellate di raccolta differenziata di soli imballaggi nel 1998 a 3 milioni di tonnellate nel 2006, con effetto positivo sulla raccolta differenziata in generale, 11% nel 1998 contro il 25,2% nel 2006. &#60;br&#62;&#60;br&#62;3 maggio 2007&#60;br&#62; &#60;br&#62;</description>
<author>http://www.comportamentoconsapevole.it</author>
<pubDate>2007-05-09</pubDate>
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<title>Rifiutevolissimevolmente: educare a differenziare</title>
<link>http://www.comportamentoconsapevole.it/htm/news_dettaglio.php?id_news=21</link>
<description>AREZZO. Il tema dei rifiuti &#232; tra quelli classicamente trattati in ambito di educazione ambientale ormai da molti anni, spesso con progetti e modalit&#224; di formazione/informazione pregevoli. I dati su produzione di rifiuti e raccolta differenziata confermano per&#242; che ancora molto strada deve essere compiuta ed &#232; necessario insistere sull’investimento culturale per il “domani”. In quest’ottica &#232; molto positivo il progetto di “Centro servizi ambiente” (Csa) che nel mese di maggio si appresta a festeggiare la conclusione del secondo anno di attivit&#224; nelle scuole. &#60;br&#62;&#60;br&#62;“Rifiutevolissimevolmente”, questo il titolo dell’iniziativa che ha coinvolto 35 classi per quasi 700 bambini. Il progetto, sostenuto dalla Provincia di Arezzo, ha per obiettivo quello di entrare nelle scuole primarie del Valdarno e del Casentino per insegnare ai bambini a riconoscere i rifiuti e a differenziarli, oltre che per scoprire il ciclo dei rifiuti. &#171;Si tratta – spiega Mario Bizzarri, presidente di Csa - di un percorso didattico articolato in formazione degli insegnanti, produzione di materiale didattico e di iniziative di sensibilizzazione anche attraverso il gioco e il lavoro nelle classi. Coinvolgendo i bambini delle scuole, ci proponiamo infatti di arrivare anche ai genitori, alle famiglie&#187;. &#60;br&#62;&#60;br&#62;La plastica &#232; la tipologia di rifiuto a cui quest&#180;anno &#232; stata riservata particolare attenzione, anche durante la parte ludica dell’iniziativa: la gara tra le scuole sulla differenziazione delle bottiglie di plastica ha visto raccogliere ben 67.100 bottiglie, segno della sensibilit&#224; di insegnanti e bambini, e del coinvolgimento delle famiglie di appartenenza. I vincitori delle gare previste dal progetto - per la raccolta differenziata, per il miglior manifesto e per il miglior brano musicale sul tema dei rifiuti - saranno premiati nel corso delle feste conclusive che si terranno sabato 5 maggio dalle ore 9,30 alle ore 12,30 in Piazza Varchi a Montevarchi e sabato 12 maggio, nel medesimo orario, al centro polivalente di Castiglion Fibocchi. &#60;br&#62;&#60;br&#62;&#171;Quella dei rifiuti – ha ricordato l’assessore provinciale all’Ambiente Andrea Cutini – &#232; una grande sfida che ci troviamo ad affrontare. Ogni anno la Toscana vede crescere del 2-3% la produzione pro capite. Se la Provincia di Arezzo &#232; ultima in Toscana nella produzione dei rifiuti, con circa 600 kg per abitante, sono per&#242; ancora troppo basse le quote di raccolta differenziata, mediamente attorno al 25% a fronte di un obiettivo regionale del 55%. Diminuzione della produzione di immondizie e innalzamento della percentuale riciclata sono le due condizioni essenziali a monte di qualsiasi soluzione per affrontare il problema dello smaltimento dei rifiuti. Progetti educativi come Rifiutevolissimevolmente sono fondamentali per realizzare tali condizioni&#187;. &#60;br&#62;&#60;br&#62;Il progetto &#232; stato realizzato con la collaborazione dei 13 comuni che, afferiscono i propri rifiuti al Csa e il presidente Bizzarri ha sottolineato &#171;I frutti dell’impegno di CSA si vedono anche nel fatto che la media di riciclo di questi comuni &#232; di circa il 30%, quindi leggermente maggiore del dato medio provinciale, con Castiglion Fibocchi che addirittura tocca il 40%&#187;.</description>
<author>http://www.comportamentoconsapevole.it</author>
<pubDate>2007-05-09</pubDate>
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<title>Fantasia siciliana - Il Comune assume gli asini per trasportare i rifiuti differenziati </title>
<link>http://www.comportamentoconsapevole.it/htm/news_dettaglio.php?id_news=20</link>
<description>Pi&#249; ecologici di loro il sindaco Mario Cicero (Ds) giura di non averne trovati. L’idea dei netturbini a quattro zampe &#232; proprio sua. E la spiega cos&#236;: “Non abbiamo il dovere di difendere l’ambiente? Bene, allora eliminiamo dalle strade del centro storico del nostro paese i camion e i furgoni che sono inquinanti e rumorosi”.&#60;br&#62;Al loro posto gireranno gli asini che porteranno sul dorso due grandi contenitori: uno per i rifiuti biologici, l’altro per quelli solidi. E lo sterco che depositeranno sulle strade sar&#224; recuperato per essere usato come concime. Cos&#236; il ciclo ecologico sar&#224; completo.&#60;br&#62;Il sindaco Cicero sottolinea anche l’enorme risparmio che il Comune potr&#224; realizzare con questo ritorno ai metodi di una volta. Basta un raffronto dei costi. Un mezzo meccanico comporta una spesa di 30mila euro per l’acquisto e di otto mila euro l’anno per la manutenzione, il consumo di gasolio, il bollo e l’assicurazione. Per l’acquisto di un asino non si supera la cifra di 1.500 euro. Altri duemila euro vanno spesi ogni anno per la custodia, l’alimentazione a base di fieno e carote e la cura.&#60;br&#62;“ A conti fatti - conclude il sindaco - ho fatto risparmiare un sacco di soldi alle finanze comunali. E di questi tempi non &#232; cosa da poco”. </description>
<author>http://www.comportamentoconsapevole.it</author>
<pubDate>2007-04-11</pubDate>
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<title>Brevettato il tritarifiuti che aiuta la raccolta differenziata  </title>
<link>http://www.comportamentoconsapevole.it/htm/news_dettaglio.php?id_news=19</link>
<description>Quando l&#180;industria lavora per l&#180;ambiente: &#34;Kambio&#34; &#232; l&#180;elettrodomestico inventato in Italia che pu&#242; dare una mano per superare le criticit&#224; del porta a porta.&#60;br&#62;&#60;br&#62;  &#60;br&#62;CASOLE D&#180;ELSA (Siena). La ricerca in campo ambientale ha recentemente fatto registrare un brevetto italiano che in effetti potrebbe semplificare alcuni processi legati alla raccolta differenziata, proponendo in particolare una compattazione e riduzione (del volume) alla fonte, cio&#232; nelle case, dei rifiuti domestici. &#60;br&#62;&#60;br&#62;Il brevetto si chiama Kambio e nasce a Casole d’Elsa, in provincia di Siena: si tratta del primo elettrodomestico che compatta e tritura biologicamente i rifiuti di casa eliminando gli odori sgradevoli. Facile da usare, ha l’aspetto e le dimensioni di una comune lavastoviglie (ma nella sua seconda versione entra anche sotto i lavelli) ed &#232; l’unico elettrodomestico al mondo in grado operare una prima lavorazione dei materiali, offrendo alla raccolta pubblica il rifiuto gi&#224; selezionato e preparato.&#60;br&#62;&#60;br&#62;Niente a che vedere quindi con i tradizionali tritarifiuti o dissipatori molto in voga negli Usa (che rilasciano poi la poltiglia nella fognatura pubblica, creando spesso problemi agli impianti di depurazione), perch&#233; questa macchina raccoglie il rifiuto triturato in una vaschetta che sottoposta alla nebulizzazione di un liquido biologico (prodotto al 100% da enzimi) non emette cattivi odori e pu&#242; quindi essere svuotata anche una volta alla settimana, per esempio in occasione dell’arrivo del netturbino incaricato della raccolta porta a porta. &#60;br&#62;&#60;br&#62;&#171;Il prodotto &#232; stato presentato per la prima volta nel 2005 – spiega Marco Santandrea, fondatore di Texa Srl, impresa che fa parte di un gruppo di aziende di famiglia molto note a livello mondiale nel campo dell’ automazione e della produzione di macchine speciali – e a partire dal marzo 2007 la versione pi&#249; grande, che comprende anche il sistema di compattazione delle bottiglie di plastica e dell’alluminio, sar&#224; distribuita col marchio Rex-Elecrolux in tutta Europa, a parte la Germania dove avr&#224; marchio Aeg: sar&#224; quindi presente in alcuni modelli di cucina di serie&#187;.&#60;br&#62;&#60;br&#62;Ma il futuro e il possibile successo di questo brevetto che piace anche a Legambiente ( il consumo &#232; infatti ridotto al minimo, lo stesso di una lampadina da 100watt, grazie ai motori tutti a 24 volt) sta nell’interesse che potr&#224; trovare a livello delle pubbliche amministrazioni e delle aziende di gestione del ciclo dei rifiuti. &#60;br&#62;&#60;br&#62;&#171;L’interesse &#232; tanto e dal momento della presentazione di febbraio della macchina pi&#249; piccola – prosegue Santandrea - sono arrivate gi&#224; diverse richieste per sperimentare il prodotto. Probabilmente partiremo proprio da qui, a Casole d’Elsa: stiamo trattando con il Comune che potrebbe dare un certo numero di macchine in comodato d’uso alle famiglie che si mostreranno interessate e che magari potrebbero avere anche uno sconto sulla tassa sui rifiuti. Nel 2007 contiamo di partire anche in altre realt&#224;, per esempio abbiamo accordi gi&#224; in fase avanzata con diversi consorzi di comuni piemontesi. Mentre per il futuro stiamo studiando nuove macchine che si adattino alle esigenze della ristorazione&#187;.&#60;br&#62;</description>
<author>http://www.comportamentoconsapevole.it</author>
<pubDate>2007-01-12</pubDate>
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<title>IN VIETNAM UNA FABBRICA DI BIODIESEL DAL PESCEGATTO </title>
<link>http://www.comportamentoconsapevole.it/htm/news_dettaglio.php?id_news=18</link>
<description>In Vietnam si produrr&#224; biodiesel dagli scarti dell'industria ittica. La proposta &#232; stata avanzata dalla compagnia Agifish gi&#224; attiva nel settore della produzione ed esportazione del pesce gatto locale nei mercati internazionali. Non si tratta di un'innovazione bens&#236; dell'applicazione su scala di una pratica gi&#224; in uso presso le industrie ittiche, quella di riutilizzare il grasso animale dei pesci come combustibile per alimentare i macchinari industriali e le pompe idrauliche locali. Da un chilo di pesce gatto sono ricavati 1,13 litri di biodiesel. Aspetto che non pu&#242; restare inosservato dal governo del Vietnam la cui economia pur essendo ricca di riserve energetiche &#232; carente nelle strutture di raffinazione e pertanto dipendente dall'importazione dei carburanti dall'estero e dalle fluttuazioni dei prezzi del greggio. Secondo Ho Xuan Thien, capo ingegnere del progetto, il governo vietnamita ha gi&#224; approvato la costruzione della prima fabbrica nel 2007 in grado di produrre 10mila tonnellate di biomassa dal pesce gatto, equivalenti a 11.300.000 litri di biodiesel. Alcuni analisti ritengono di fondamentale importanza questa risorsa per l'economia vietnamita. Basti pensare che la capacit&#224; produttiva locale e l'industria ittica locale che attualmente esporta la carne del pesce gatto sui mercati europei e statunitense potrebbe facilmente raggiungere produzioni superiori alle 500mila tonnellate nel giro di pochi anni e con il rialzo continuo del prezzo del greggio non mancher&#224; di trovare pi&#249; redditizio il mercato di sbocco interno nel settore dei biocarburanti rispetto a quello agroalimentare degli ultracompetitivi mercati internazionali. &#60;br&#62;</description>
<author>http://www.comportamentoconsapevole.it</author>
<pubDate>2006-11-27</pubDate>
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<title>Per Natale ADOTTA UN DELFINO </title>
<link>http://www.comportamentoconsapevole.it/htm/news_dettaglio.php?id_news=17</link>
<description>Per Natale ADOTTA UN DELFINO &#60;br&#62;Adottare un delfino per contribuire a proteggerlo: &#232; l’idea del CTS Ambiente, che promuove una campagna di adozione cui proventi andranno a finanziare l’attivit&#224; di studio dei suoi Centri Ricerca Delfini di Caprera e Lampedusa. I neo genitori riceveranno un kit contenente il certificato di adozione dell’animale prescelto, la sua foto e una maglietta.&#60;br&#62;I biologi del CTS Ambiente sono quotidianamente impegnati in operazioni di monitoraggio volte al censimento visivo degli esemplari e alla loro fotoidentificazione, tecnica che ha permesso la creazione di un database di oltre 200 individui riconoscibili dal loro marker naturale, la pinna dorsale. &#60;br&#62;&#60;br&#62;Per le adozioni consultare il sito www.adottaundelfino.it oppure contattare il numero 06- 64960306 </description>
<author>http://www.comportamentoconsapevole.it</author>
<pubDate>2006-11-27</pubDate>
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<title> Pi&#249; uso meno butto</title>
<link>http://www.comportamentoconsapevole.it/htm/news_dettaglio.php?id_news=16</link>
<description>&#171;Pi&#249; uso meno butto&#187;: la Regione scommette sui bambini &#60;br&#62; MARINA DI CARRARA. Si intitola &#171;Pi&#249; uso meno butto&#187; ed &#232; un libretto accattivante che facendo leva su un linguaggio ironico e su illustrazioni divertenti si rivolge ai bambini di dieci anni per cercare di incidere sui loro comportamenti rispetto ai modi di consumare e per farli riflettere sul problema dei rifiuti. &#60;br&#62;&#60;br&#62;Ciascuno dei 25mila allievi che frequentano la quinta elementare nelle scuole toscane lo ricever&#224; entro febbraio 2007. Pubblicato per la Regione Toscana dalla casa editrice Giunti, il libro, che contiene anche tutte le informazioni a scala toscana relative alla produzione di rifiuti, al loro smaltimento, alla raccolta differenziata e al recupero delle materie prime seconde, &#232; stato presentato oggi a Marina di Carrara a &#34;Dire &#38; Fare&#34; nell&#180;ambito di un workshop sulla comunicazione ambientale regionale organizzato dalla Direzione politiche ambientali e territoriali. &#60;br&#62;&#60;br&#62;La pubblicazione e la diffusione capillare del volume sono una delle tante facce dell&#180;impegno regionale per centrare i due obiettivi cruciali nel settore dei rifiuti, che sono la riduzione della produzione del 15% e il raggiungimento del 55% della raccolta differenziata entro il 2010. &#60;br&#62;&#171;Pi&#249; uso meno butto &#232; una iniziativa importante – ha detto l&#180;assessore all&#180;ambiente Marino Artusa - Siamo convinti che porter&#224; dei risultati concreti. Dobbiamo necessariamente cambiare i nostri stili di vita e ridurre i rifiuti che produciamo&#187;. &#60;br&#62; &#60;br&#62; &#60;br&#62; </description>
<author>http://www.comportamentoconsapevole.it</author>
<pubDate>2006-11-27</pubDate>
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<title>Elettrosmog e telefono cellulare</title>
<link>http://www.comportamentoconsapevole.it/htm/news_dettaglio.php?id_news=14</link>
<description>Lo sviluppo tecnologico apporta benessere ma anche inquinamento. Col passare del tempo &#232; per&#242; compito dell'uomo saper ricercare tecnologie in grado di compiere le stesse funzioni minimizzando il danno ambientale e per la salute, oppure adottare regole di comportamento prudenti. L'uso del telefono cellulare &#232; un esempio tipico. E' uno strumento irrinunciabile per comunicare ma va saputo utilizzare con cura. Per quanto non esistano ancora prove epidemiologiche sull'impatto dell'elettrosmog ad alta frequenza causato dall'uso del cellulare o dai ripetitori, questo nesso non viene nemmeno smentito. Le prime evidenze scientifiche potranno arrivare soltanto fra 20-30 anni analizzando l’eventuale insorgenza di malattie tumorali nella popolazione considerata pi&#249; a rischio. Pur non esistendo ancora nessi scientifici con malattie tumorali, nell'incertezza l'Organizzazione Mondiale della Sanit&#224; (OMS) ha consigliato di seguire il principio di precauzione e di prudenza.&#60;br&#62;&#60;br&#62;Redigiamo una breve lista di consigli utili per utilizzare il telefono cellulare in modo prudente o perlomeno consapevole.&#60;br&#62;•  Limitare l’uso alle chiamate essenziali. Un utilizzo prolungato del cellulare aumenta il calore interno nell'area cerebrale. E’ consigliabile non eccedere nell'utilizzo o cercare di ridurre la durata della telefonata.&#60;br&#62;•  Far utilizzare il cellulare ai bambini soltanto in situazioni d'emergenza.&#60;br&#62;•  Utilizzare un auricolare, meglio se air tube o cuffietta, per allontanare l'antenna trasmittente del cellulare dalla testa. &#60;br&#62;•  Non mettere il telefonino in tasca o a contatto con il corpo. Possibilmente riporlo sul tavolo dell'ufficio o negli indumenti appesi.&#60;br&#62;•  Mentre chiamate un numero aspettate che vi rispondano prima di avvicinare il cellulare all'orecchio.&#60;br&#62;•  Se possibile, evitare di fare una chiamata quando l’intensit&#224; del segnale di campo &#232; al minimo. Il cellulare impiega una maggiore quantit&#224; d'energia per comunicare con il ripetitore pi&#249; vicino e quindi una maggiore emissione di elettrosmog.&#60;br&#62;•  Comprare un telefonino con un tasso specifico di assorbimento (SAR) basso.&#60;br&#62;•  I telefonini pi&#249; recenti hanno un tasso SAR pi&#249; basso che nel passato. Quindi se avete un vecchio cellulare di 5-6 anni &#232; forse il caso di sostituirlo con uno pi&#249; recente, anche a basso costo, per avere un minore carico di emissioni elettromagnetiche.&#60;br&#62;</description>
<author>http://www.comportamentoconsapevole.it</author>
<pubDate>2006-09-07</pubDate>
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<title>Diventa eco osservatore della tua citt&#224; </title>
<link>http://www.comportamentoconsapevole.it/htm/news_dettaglio.php?id_news=13</link>
<description>L'associazione Ecoage - NIM ricerca eco-osservatori volontari sul territorio disponibili a riferire per e-mail alla sede centrale delle associazioni i fatti relativi al proprio territorio. &#60;br&#62;&#60;br&#62;Sempre pi&#249; spesso gli abusi e gli scempi ambientali sono commessi localmente, passando nel silenzio dei mass media e delle stesse associazioni ambientaliste. L'informazione diventa un bene prezioso per organizzare la solidariet&#224;, costruire un piano di comunicazione e attirare l'attenzione sul problema ambientale locale allo scopo di fermare gli abusi. Per questo motivo stiamo cercando di costruire una rete di osservatori volontari che siano responsabili del proprio territorio in cui normalmente vivono, lavorano o studiano. &#60;br&#62;&#60;br&#62;Quali sono i compiti dell'eco-osservatore? Senza alcun impegno aggiuntivo alle proprie attivit&#224; quotidiane, l'eco-osservatore &#232; informato sui problemi ambientali del proprio territorio tramite tv, giornali o semplice passaparola. In piena autonomia chiede l'intervento delle associazioni ambientaliste sui fatti locali oppure agisce in prima persona con l'aiuto delle associazioni nazionali per risolvere situazioni e problemi del territorio in cui vive. Un modo per aiutare l'ambiente in generale e per essere aiutati sulle problematiche ambientali pi&#249; vicine a casa. &#60;br&#62;&#60;br&#62;Chi pu&#242; diventare eco-osservatore. Se l’idea ti piace puoi candidarti liberamente per la tua zona di residenza. Non ci sono impegni da parte tua. Avrai a disposizione un canale privilegiato per segnalare gli scempi ambientali della tua zona alla nostra associazione e agire presso gli enti locali a nome dell'associazione ambientalista, ad esempio per richiedere documentazioni o per ricevere maggiore attenzione da parte delle amministrazioni comunali.&#60;br&#62;&#60;br&#62;Per diventare eco-osservatore Ecoage-NIM del tuo territorio di residenza invia la tua candidatura a ecoage@gmail.com, segnalando la zona di tuo interesse: provincia, comune oppure quartiere nel caso delle grandi citt&#224;.&#60;br&#62;&#60;br&#62;Ci siamo posti l'obiettivo di creare entro un anno una rete capillare di eco-osservatori volontari, uno per ogni comune d'Italia, e favorire la nascita dei comitati locali.&#60;br&#62;</description>
<author>http://www.comportamentoconsapevole.it</author>
<pubDate>2006-09-07</pubDate>
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<title>Spagna autosufficiente con le energie verdi entro il 2050 </title>
<link>http://www.comportamentoconsapevole.it/htm/news_dettaglio.php?id_news=12</link>
<description>Uno studio della Universitad Pontificia Comillas di Madrid dimostra l'efficacia della politica energetica basata sulle fonti rinnovabili. Secondo lo studio 'Renovables 2050' la Spagna potrebbe ottenere l'autosufficienza energetica entro il 2050 sfruttando le energie verdi. Al primo posto tra le rinnovabili viene messa l'energia solare, fotovoltaica e termica, capace di produrre nella penisola iberica una quantit&#224; d'energia ben 38 volte maggiore del fabbisogno. Il ricorso all'energia rinnovabile richiederebbe l'occupazione soltanto del 5,3% del territorio spagnolo promettendo in cambio una produzione complessiva di 1.525 TWh/anno e soddisfare cos&#236; la domanda d'energia proveniente da 38 milioni di persone. Quello verso le rinnovabili &#232; un cammino reso obbligatorio dall’emergenza ambientale ma anche dall'impennata dei prezzi delle energie fossili. Il preoccupante acuirsi dell'effetto serra non risparmia danni socio-economici, minando alle basi l’attuale sistema economico internazionale costruito sugli equilibri climatici degli ultimi due secoli. Lo studio condotto in Spagna &#232; un ulteriore passo scientifico verso questa direzione. Se si vuole, si pu&#242;.</description>
<author>http://www.comportamentoconsapevole.it</author>
<pubDate>2006-09-07</pubDate>
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<title>Prodotti ecologici e scelte consapevoli</title>
<link>http://www.comportamentoconsapevole.it/htm/news_dettaglio.php?id_news=11</link>
<description>&#60;strong&#62;Le etichettature ecologiche, ed in particolare la Dichiarazione Ambientale di Prodotto, strumenti essenziali per una “politica integrata dei prodotti” orientata alla sostenibilit&#224;&#60;/strong&#62;&#60;br&#62;&#60;br&#62;Nel quadro generale della strategia comunitaria per lo sviluppo sostenibile, la Politica Integrata di Prodotto (IPP) rappresenta una direttrice di marcia di fondamentale importanza.&#60;br&#62;&#60;br&#62;La considerazione di partenza della IPP - le cui linee di sviluppo sono state definite nella comunicazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento Europeo del 18 giugno 2003 – &#232; che tutti i prodotti e servizi comportano un impatto ambientale sia durante la produzione, sia durante l’uso e lo smaltimento finale. Il miglioramento delle prestazioni ambientali dei prodotti o dei servizi durante il loro intero ciclo di vita si pone, pertanto, come un obiettivo essenziale da perseguire, destinato, peraltro, ad avere ricadute significative sulla competitivit&#224; dell’industria nel lungo termine.&#60;br&#62;&#60;br&#62;&#60;br&#62;&#60;strong&#62;L’impulso al mercato “verde”&#60;/strong&#62; &#60;br&#62;&#60;br&#62;Gli strumenti necessari per favorire la diffusione della IPP riguardano, da un lato, il settore della produzione - che va incoraggiato a perseguire miglioramenti continui nei materiali e nei processi produttivi - e, dall’altro, i consumatori, che vanno sensibilizzati sul piano dell’educazione e dell’informazione per ottenere da loro scelte consapevoli al momento dell’acquisto di un bene  o della richiesta di una prestazione di servizio.&#60;br&#62;L’adozione di sistemi di incentivazione economica o fiscale si presenta come una delle strade raccomandabili per favorire sul mercato le scelte di prodotti o servizi ecologici. Come sicuramente utili a dare impulso al mercato “verde” sono le pratiche di Green Public Procurement , grazie alle quali il settore pubblico diventa un soggetto particolarmente attivo all’interno di questo mercato.&#60;br&#62;&#60;br&#62;Nei confronti dei produttori, l’attuazione di una Politica Integrata di Prodotto richiede un particolare impegno volto a favorire il ricorso a strumenti volontari finalizzati al miglioramento delle prestazioni ambientali.Sul fronte del contenimento dell’impatto ambientale dei processi produttivi, l’ottenimento della certificazione ambientale - standard ISO 14001 o registrazione EMAS (Eco Management and Audit Scheme, il regolamento comunitario introdotto nel 1993) - rappresenta la risposta pi&#249; avanzata per posizionare le organizzazioni industriali verso traguardi di sostenibilit&#224;.  Ai fini della Politica Integrata dei Prodotti, tuttavia, assume particolare importanza l’adesione volontaria ad altri strumenti che, incorporando il principio della valutazione degli impatti ambientali durante l’intero ciclo di vita di un prodotto, offrono direttamente la garanzia di una elevata qualit&#224; ecologica dei beni immessi sul mercato. Tali strumenti rientrano nella categoria generale delle “etichettature ambientali”.&#60;br&#62;&#60;br&#62;&#60;br&#62;&#60;strong&#62;Le etichette ecologiche&#60;/strong&#62; &#60;br&#62;&#60;br&#62;Le norme ISO della serie 14020 disciplinano tre diversi tipi di etichettatura ambientale:&#60;br&#62;1.  etichette ecologiche sottoposte a certificazione esterna da parte di un ente indipendente e basate su un sistema “multicriteria” che prende in considerazione l’intero ciclo di vita di un prodotto. Fa parte di questo sistema di etichettatura anche l’Ecolabel, il marchio europeo di qualit&#224; ecologico introdotto anch’esso con regolamento comunitario&#60;br&#62;2.    etichette ecologiche che riportano auto-dichiarazioni ambientali (ad esempio, “prodotto riciclabile”) da parte dei produttori, importatori o distributori di prodotti, senza che vi sia l’intervento di un organismo indipendente di certificazione&#60;br&#62;3.    il terzo tipo, che richiede anch’esso la certificazione esterna, individua un sistema pi&#249; rigoroso di etichettatura. Le dichiarazioni che vi sono riportate si basano, infatti, su parametri stabiliti e contengono una quantificazione degli impatti ambientali associati al ciclo di vita del prodotto, calcolato attraverso un sistema LCA (Life Cycle Assessment) che &#232; la metodologia cardine della Politica Integrata di Prodotto per ottenere informazioni puntuali sugli impatti ambientali generati e per fare emergere tutte le criticit&#224; che occorre considerare per poter operare, in una logica di miglioramento continuo, la pianificazione degli interventi correttivi.&#60;br&#62;&#60;br&#62;&#60;br&#62;&#60;br&#62;&#60;strong&#62;La Dichiarazione Ambientale di Prodotto&#60;/strong&#62; &#60;br&#62;&#60;br&#62;La Dichiarazione Ambientale di Prodotto”, meglio nota come EDP (Environment Product Declaration), rientra nel sistema di etichettatura di “terzo tipo&#34;, concepito come un vero e proprio documento con il quale si comunicano informazioni oggettive, confrontabili e credibili relative alle prestazioni ambientali di prodotti e servizi.&#60;br&#62;Sotto questo profilo, la Dichiarazione Ambientale di Prodotto si presenta come uno strumento particolarmente utile per migliorare la comunicazione ambientale tra produttori, da un lato, e distributori e consumatori, dall’altro. Essa, infatti, consente alle aziende di comunicare le proprie strategie e l’impegno ad orientare la produzione nel rispetto dell’ambiente, valorizzando nel contempo il prodotto immesso sul mercato.&#60;br&#62;Allo stato dei fatti il ricorso ai sistemi di terza etichettatura si presenta ancora limitato in Europa, dove &#232; forte la concorrenza esercitata dall’Ecolabel. Ma una loro maggiore diffusione &#232; certamente auspicabile e necessaria trattandosi degli strumenti pi&#249; idonei ed avanzati per un’attuazione incisiva della Politica Integrata di Prodotto.&#60;br&#62;&#60;br&#62;Angelo Cipro &#60;br&#62;&#60;br&#62;</description>
<author>http://www.comportamentoconsapevole.it</author>
<pubDate>2006-09-04</pubDate>
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<title>Vertice Ue: diabolico e miope un ritorno al nucleare</title>
<link>http://www.comportamentoconsapevole.it/htm/news_dettaglio.php?id_news=7</link>
<description>24/03/2006 13:20 - Berlusconi rilancia l’atomo. Eurobarometro dice che il 79% dei cittadini Ue &#232; per le fonti rinnovabili contro il 12% che vede podssibile il reimpiego del nucleare&#60;br&#62;“Errare &#232; umano, perseverare &#232; diabolico”. Cos&#236; Francesco Ferrante, direttore generale di Legambiente, sull’intervento di Berlusconi al Consiglio europeo dove si discute delle strategie comunitarie in campo energetico dopo la pubblicazione del Libro Verde (8 marzo 2006).&#60;br&#62;“Al vertice europeo Berlusconi &#232; tornato a insistere sul nucleare. – continua Ferrante - Perseverare sulla strada di una politica comunitaria e condivisa sul sistema energetico &#232; fondamentale. Ma ci vuole l’onest&#224; intellettuale per individuare le strategie davvero vincenti. Mentre ad oggi sembrano pi&#249; lungimiranti i cittadini europei che i governanti”. L’ultimo sondaggio di Eurobarometro (gennaio 2006), infatti, lascia poche chance al nucleare. Il 79% dei cittadini europei ritiene che le energie rinnovabili siano la sola strada veramente praticabile ai prezzi sempre crescenti di petrolio e gas solo un 12% vede possibile un reimpiego del nucleare. &#60;br&#62;Insomma, l’Italia dovrebbe, e potrebbe, farsi paladina di una politica energetica basata sul risparmio e le rinnovabili in Europa. “L’unica via per puntare ad un’economia competitiva e non energivora. – conclude il direttore di Legambiente - Un’ultima considerazione, &#232; che in molti ignorano che l’uranio non &#232; affatto una fonte inesauribile, come ha gi&#224; avvisato l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica, al contrario potrebbe addirittura scarseggiare in pochi decenni. Un’industria nucleare che si basa su processi di estrazione di carburante da materiale grezzo di bassa purezza che richiedono enormi quantit&#224; di energia, &#232; ben lontana da essere ad emissioni zero”.&#60;br&#62;</description>
<author>http://www.comportamentoconsapevole.it</author>
<pubDate>2006-05-08</pubDate>
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<title>Eco-Energia: ventimila richieste per impianti fotovoltaici</title>
<link>http://www.comportamentoconsapevole.it/htm/news_dettaglio.php?id_news=6</link>
<description>Sono 20.000 le richieste nell’ultimo trimestre fatte da cittadini per l’installazione di impianti fotovoltaico.&#60;br&#62;Questo grazie agli incentivi che hanno dato una spinta considerevole ad incrementare la produzione di energia rinnovabile anche nel nostro Paese. &#200; il dato scaturito dal convegno organizzato ieri a Roma dall’Aiee, associazione italiana economisti delle energie e al quale ha partecipato l’Anev, l’associazione nazionale energia del vento. &#60;br&#62;&#60;br&#62;’Il meccanismo avviato dal governo con i certificati verdi’ - ha detto Carlo Andrea Bollino, presidente del Grtn - fa s&#236; che anche i privati siano scesi in campo per produrre in proprio l’energia. Il Grtn funziona come una ’banca centrale’, con il ritiro dell’energia prodotta e la collocazione in caso di carenza. &#60;br&#62;&#60;br&#62;Gli incentivi sono una scommessa per il futuro. Si tratta di un concetto etico e non contabile. Sull’ incentivare le fonti rinnovabili sono tutti d accordo: le richieste sono numerose, gli incentivi ci sono e le banche per finanziare l’industria italiana in questo settore stanno cominciando a fare la loro parte. &#60;br&#62;&#60;br&#62;Dobbiamo far sapere a tutti - ha aggiunto Bollino - che l’energia prodotta dalle fonti rinnovabili in Italia sta crescendo e che lo sviluppo tecnologico in questo settore ci permetter&#224; di recuperare la competizione con gli altri Paesi europei. Senza sviluppo sostenibile non si arriva da nessuna parte’, conclude il presidente del Grtn. &#60;br&#62;&#60;br&#62;’&#200; vero l’energia prodotta dall’eolico sta crescendo in tutto il mondo’ ha affermato Simone Togni, segretario generale dell’Anev (associazione nazionale energia del vento). ’Certo l’Italia ha perso il treno perch&#233; &#232; mancata una visione futura come nel caso di Danimarca, Spagna e Germania. Abbiamo s&#236; sviluppato un industria collaterale e siamo passati dai 1.700 megawatt del 2004 ai 2.147 mgw del 2005, ma la strada &#232; ancora lunga se vogliamo raggiungere gli obiettivi previsti nel 2010, vale a dire, riuscire a produrre 7.000 megawatt’. &#60;br&#62;&#60;br&#62;Anche il presidente dell’Aper (Associazione produttori energia da fonti rinnovabili), Roberto Longo, condivide il fatto che l’Italia si sta mettendo lentamente in moto. ’C &#232; bisogno di trasformare gli obiettivi politici in una politica di obiettivi. Per produrre 25 Twh entro il 2010 occorre investire dai 7 ai 10 miliardi di euro. Ma investire in fonti rinnovabili significa riconoscere il minor danno ambientale, investire anche sul risparmio e l’efficienza delle altre fonti e incentivare la ricerca e l’innovazione. &#60;br&#62;&#60;br&#62;Certo il decreto dei certificati verdi, con tutti gli emendamenti inseriti a posteriori, &#232; stato snaturato e ha perso gran parte della sua efficacia e anche le parole del nostro ministro dell’Economia Tremonti lasciano sconcertati. Affermare che in Italia occorrono centrali nucleari e non mulini a vento fa riflettere’.&#60;br&#62;</description>
<author>http://www.comportamentoconsapevole.it</author>
<pubDate>2006-05-08</pubDate>
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<title>La Cina vuole salvare le foreste con una tassa sulle bacchette usa e getta</title>
<link>http://www.comportamentoconsapevole.it/htm/news_dettaglio.php?id_news=5</link>
<description>Per produrre i bastoncini utilizzati come posate vengono distrutti ogni anno due milioni di metri cubi di legno.&#60;br&#62;L’ambiente sar&#224; salvato da una tassa sui chopsticks, i bastoncini che da millenni i cinesi usano al posto delle nostre posate per mangiare? Sembra uno scherzo, e la data di introduzione della nuova tassa annunciata dal ministero delle Finanze si presta al sospetto: entrer&#224; in vigore il primo aprile. Ma il governo di Pechino fa sul serio e cita numeri che fanno riflettere. Offrire le bacchette ’usa e getta’ nei ristoranti provoca uno spreco di legno che - sulla scala di un paese con un miliardo e 300 milioni di abitanti - contribuisce alla deforestazione. Ogni anno la Cina produce 45 miliardi di paia di bastoncini di legno, di cui 6 miliardi di paia vengono esportati per rifornire i ristoranti cinesi nel mondo intero. Ogni volta che il cliente butta via un paio di bacchette usate, senza saperlo alimenta una strage di pioppi, betulle e bamb&#249;. Secondo le stime del governo cinese la produzione di chopsticks usa e getta &#232; responsabile della distruzione di due milioni di metri cubi di legno ogni anno. Del resto da tempo le organizzazioni ambientaliste cinesi hanno denunciato lo spreco dei bastoncini, e alcune scolaresche hanno scritto al primo ministro Wen Jiabao per chiedergli di intervenire. &#60;br&#62;&#60;br&#62;La decisione annunciata ieri ha un valore simbolico legato alla ’svolta verde’ dell’ultimo Congresso: due settimane fa a Pechino il premier Wen di fronte all’Assemblea legislativa ha promesso uno sviluppo sostenibile e ha annunciato misure pi&#249; severe contro l’inquinamento. Ma baster&#224; una modesta tassa del 5% sui chopsticks? Se davvero ha successo la campagna contro i bastoncini in legno adoperati una volta sola, si rischiano danni di altro genere. Gli esperti sanitari ricordano che fu lo stesso governo a incoraggiare la diffusione delle bacchette usa e getta per motivi di igiene, soprattutto dopo l’epidemia della Sars del 2003. L’alternativa infatti sono i bastoncini di metallo che vanno lavati dopo l’uso. Ma in Cina la stragrande maggioranza dei ristoranti, dei bar, delle mense aziendali o scolastiche non hanno lavastoviglie ad alta temperatura che uccidono i germi; l’acqua corrente &#232; spesso inquinata e non potabile. I bastoncini riciclati possono trasformarsi in micidiali strumenti di contagio di ogni sorta di malattie. Le prime reazioni all’annuncio del governo sono sintomatiche: la gente si preoccupa di sapere se la tassa del 5% finir&#224; per gravare sulle tasche dei ristoratori oppure sar&#224; scaricata sui consumatori sotto forma di aumenti dei prezzi; pochi pensano che scompariranno i chopsticks usa e getta. Anche dal punto di vista ambientale la misura avrebbe un impatto marginale. &#60;br&#62;&#60;br&#62;La causa di gran lunga pi&#249; importante della deforestazione massiccia &#232; il boom edilizio: dal bamb&#249; usato nelle impalcature per le costruzioni dei grattacieli, fino al legno per l’industria dei mobili, il principale imputato &#232; l’industrializzazione e l’urbanizzazione cinese che ogni anno attira 20 milioni di immigrati dalle campagne nelle citt&#224;. Dopo avere gi&#224; devastato una parte del proprio patrimonio boschivo, oggi la Cina esporta i suoi problemi nel resto dell’Asia: per soddisfare il bisogno di legname dell’industria cinese ogni anno in Indonesia si distruggono foreste pari all’intera superficie della Svizzera; la Birmania sta cedendo in appalto i suoi boschi agli appetiti del potente vicino. &#60;br&#62;&#60;br&#62;La tassa sui bastoncini da tavola non &#232; l’unica misura ’verde’ annunciata ieri. Il governo ha deciso anche di introdurre delle accise sulla nafta, i solventi e gli oli lubrificanti, e un’imposta di 0,1 yuan (un centesimo di euro) al litro sul cherosene usato dagli aerei. Ha aumentato dall’8% al 20% l’Iva sulle automobili di grossa cilindrata, sopra i due litri, riducendo invece dal 5 al 3% quella sulle utilitarie. La Cina &#232; gi&#224; oggi il terzo mercato automobilistico mondiale dopo gli Stati Uniti e il Giappone. Nonostante queste misure, la politica fiscale rimane tutt’altro che dissuasiva verso gli sprechi di energia. Il prezzo della benzina &#232; deciso amministrativamente ed &#232; molto pi&#249; basso che in Europa. &#60;br&#62;&#60;br&#62;Il governo cinese finora ha esitato ad alzare il costo del carburante per timore di rilanciare l’inflazione e soprattutto di scontentare la middle class urbana. Il ceto medio che pu&#242; permettersi l’auto privata &#232; lo zoccolo duro del consenso sociale del regime. Perfino l’annuncio dell’accisa sul cherosene per gli aerei &#232; stato accompagnato dalla precisazione che per ora il governo ne prelever&#224; solo un terzo. Non si vuole penalizzare il trasporto aereo, un altro consumo in piena espansione da quando i cinesi hanno conquistato il diritto di viaggiare. A testimoniare quali restano le vere priorit&#224; della Cina, ieri l’apertura dei telegiornali non era dedicata alla tassa sui bastoncini ma alla visita del presidente russo Putin, all’accordo di fornitura di 80 miliardi di metri cubi di gas russo, e alla speranza che Mosca privilegi la Cina contro il Giappone nella costruzione del nuovo oleodotto dalla Siberia. La fame di energia, che ha gi&#224; fatto della Cina il secondo consumatore e importatore mondiale di petrolio dietro gli Stati Uniti, non accenna a smorzarsi.</description>
<author>http://www.comportamentoconsapevole.it</author>
<pubDate>2006-05-08</pubDate>
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<title>Clima: prove del cambiamento 8 mila anni fa </title>
<link>http://www.comportamentoconsapevole.it/htm/news_dettaglio.php?id_news=4</link>
<description>Dopo la fine dell'ultima era glaciale, un periodo pi&#249; freddo fece temere il ritorno dei ghiacci. &#60;br&#62;&#60;B&#62;Ecco i risultati di&#60;/B&#62; &#60;B&#62;una una simulazione al computer:&#60;/B&#62;&#60;br&#62; &#60;br&#62;Il clima sub&#236; un rapido cambiamento 8.200 anni fa quando, dopo la fine dell'ultima era glaciale, un periodo pi&#249; freddo (Younger Dryas) fece temere il ritorno dei ghiacci. Ora ci sono le prove sperimentali di quanto era gi&#224; emerso dallo studio delle calotte polari e dagli anelli di accrescimento degli alberi. Scienziati della Nasa e della Columbia University di New York hanno realizzato una simulazione al computer che ha riprodotto con successo le modifiche climatiche avvenute circa nel 6.200 a. C., quando un massiccio e improvviso afflusso di acqua dolce e gelata invase il nord Atlantico. &#171;Abbiamo ottenuto un buon esempio di come il clima reagisce ai cambiamenti&#187;, ha detto il coautore dello studio Gavin A. Schmidt, dell'Istituto Goddard di studi spaziali della Nasa. I risultati sono stati pubblicati nel numero di gennaio del Pnas (Proceedings of the National Academy of Sciences&#60;br&#62;&#60;br&#62;&#60;br&#62;LAGHI AGASSIZ-OJIBWAY - Il ritiro dei ghiacciai al termine della glaciazione (12-15 mila anni fa) apr&#236; la strada a due enormi laghi in Nord America alimentati dai ghiacci in scioglimento: i due laghi sono stati nominati dagli scienziati Agassiz e Ojibway. Si trovavano nel Canada centrale, la parte meridionale sconfinava negli attuali Stati Uniti. Nella parte finale della loro esistenza (durata circa 4 mila anni), i due laghi si unirono formando una superficie di 841 mila kmq (oggi il lago pi&#249; grande, il mar Caspio, copre una superficie di 371 mila kmq) con un volume di 163 mila chilometri cubici di acqua. Gli studiosi stimano che almeno 4-5 volte i due laghi riversarono le proprie acque nel mare Tyrrell (pi&#249; o meno nell'attuale area della baia di Hudson) tra 10.900 e 7.700 anni fa&#60;br&#62;&#60;br&#62;&#60;br&#62;&#60;br&#62;CORRENTI OCEANICHE - Secondo gli scienziati questo enorme afflusso di acqua dolce modific&#242; il percorso delle correnti oceaniche, in modo particolare la corrente del Golfo, che porta calore alle alte latitudini europee. Lo studio della Nasa e della Columbia University ha realizzato dodici modelli in cui l'equivalente da 25 a 50 volte il flusso d'acqua portato ogni anno dal Rio delle Amazzoni finisce in mare. Questo modelli hanno impiegato circa un anno per completare i loro calcoli computerizzati.&#60;br&#62;&#60;br&#62;&#60;br&#62;EFFETTI GLOBALI MINORI - I risultati sono in accordo con i dati riscontrati nei sedimenti marini del Nord Atlantico e con le carote di ghiaccio estratte in Groenlandia, ma dimostrano che l'afflusso di acqua dolce ha avuto globalmente effetti minori di quanto finora ritenuto. Le temperature in Groenlandia e nel Nord Atlantico sono effettivamente scese di molto (2-3 &#176;C), ma il raffreddamento &#232; stato minore in Europa e nel Nord America, con diminuzioni di temperatura limitate nel resto dell'emisfero settentrionale e praticamente irrilevanti nell'emisfero meridionale. Inoltre, mentre la circolazione oceanica diminu&#236; tra il 30% e il 60% dopo l'afflusso simulato di acqua dolce, questa sarebbe tornata a livelli normali in un periodo abbastanza limitato: 50-150 anni.&#60;br&#62;&#171;L'afflusso di acqua dolce che abbiamo ipotizzato e studiato &#232; pi&#249; grande di quanto potrebbe accadere oggi&#187;, ha detto Allegra Le Grande, della Columbia University. &#171;&#200; importante infatti studiare gli effetti in un periodo climatico simile a quello che stiamo vivendo&#187;. &#60;br&#62;&#60;br&#62;</description>
<author>http://www.comportamentoconsapevole.it</author>
<pubDate>2006-05-08</pubDate>
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<title>Elettricit&#224;: promozione dell’autoproduzione da impianti di piccola taglia alimentati da fonti rinnovabili</title>
<link>http://www.comportamentoconsapevole.it/htm/news_dettaglio.php?id_news=3</link>
<description>L'Autorit&#224; per l'energia elettrica e il gas ha approvato un provvedimento per la promozione dell'autoproduzione di energia elettrica da piccoli impianti alimentati da fonti rinnovabili con potenza fino a 20 kW. Con il presente provvedimento l'Autorit&#224; conclude gli adempimenti di propria competenza previsti dal decreto legislativo n. 387/03 per la promozione e lo sviluppo delle fonti rinnovabili. Il documento &#232; disponibile sul sito www.autorita.energia.it&#60;br&#62;&#60;br&#62;L’Autorit&#224;, in attuazione di quanto disposto per lo sviluppo delle fonti rinnovabili di energia dal decreto legislativo n.387 del 29 dicembre 2003, ha previsto la possibilit&#224; di cedere alla rete elettrica locale la produzione da fonte rinnovabile di impianti di potenza non superiore a 20 kW e di prelevare dalla stessa rete, i quantitativi di elettricit&#224; nelle ore e nei giorni in cui gli impianti rinnovabili non sono in grado di produrre; tutto ci&#242; pagando solo la differenza, su base annua, tra i consumi totali del cliente e la produzione del suo piccolo impianto. Tale meccanismo, definito “scambio sul posto”, era gi&#224; in vigore fin dal 2000 per l’energia elettrica prodotta da impianti fotovoltaici, e viene ora esteso alla produzione di tutte le altre fonti rinnovabili (come l’eolico, il mini-idro, etc.), oltre che ai clienti del mercato libero.&#60;br&#62;Il servizio di “scambio sul posto” si applica nei casi in cui i punti di immissione e di prelievo dell’energia elettrica scambiata coincidono e sia quindi possibile effettuare un saldo netto su base annuale (net metering) tra le immissioni in rete dell’energia elettrica prodotta da detti impianti e i prelievi di energia elettrica dalla stessa rete. Ci&#242; permette ai clienti finali, sia del mercato vincolato sia del mercato libero, di utilizzare l’energia “autoprodotta” a copertura dei propri fabbisogni.&#60;br&#62;&#60;br&#62;Con il servizio di “scambio sul posto” la remunerazione dell’investimento relativo all’impianto avviene attraverso l’acquisto “evitato” di energia elettrica, per la quota connessa alla produzione dell’impianto, nell’ambito del normale contratto di fornitura. Eventuali altri incentivi per la produzione da fonti rinnovabili non sono quindi correlati ai prezzi di ritiro dell’energia prodotta e immessa in rete, ma sono associati a specifiche misure, come eventuali contributi in conto capitale, misure specifiche alla tipologia di fonte, ecc.&#60;br&#62;&#60;br&#62;Il provvedimento sullo scambio tiene anche conto del recente decreto ministeriale 6 febbraio 2006 concernente ulteriori misure sulla produzione fotovoltaica.&#60;br&#62;Delibera n. 28/06&#60;br&#62;</description>
<author>http://www.comportamentoconsapevole.it</author>
<pubDate>2006-05-08</pubDate>
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<title>In Groenlandia i ghiacciai si sciolgono al doppio della velocit&#224; stimata</title>
<link>http://www.comportamentoconsapevole.it/htm/news_dettaglio.php?id_news=2</link>
<description>I ghiacciai groenlandesi si sciolgono nell'oceano a una velocit&#224; doppia rispetto a dieci anni or sono: basterebbe ci&#242; a causare il 17% del rialzo del livello dell'acqua globale, che &#232; di circa due millimetri e mezzo l'anno. Lo sostiene una ricerca pubblicata su ‘Science', che conferma le osservazioni degli scienziati Gordon Hamilton e Jason Box che, la scorsa estate, a bordo della nave di Greenpeace, Arctic Sunrise, hanno scoperto l'allarmante ritmo di fusione dei ghiacciai della Groenlandia. &#60;br&#62;&#60;br&#62;E' preoccupante la velocit&#224; ed il fatto che trattandosi di ghiacciai terrestri che immettono quindi ingenti quantit&#224; di acqua dolce in mare, la densit&#224; dell'acqua marina si modifica portando in prospettiva ad una possibile alterazione della Corrente del Golfo. Verrebbero cos&#236; confermati i rischi di possibili cambiamenti climatici in Gran Bretagna e nella Penisola Scandinava, come previsto da diversi climatologi” afferma Pippo Onufrio, direttore delle campagne di Greenpeace. &#60;br&#62;&#60;br&#62;A livello globale, l'innalzamento del livello del mare sta gi&#224; mettendo a rischio la vita dei piccoli stati del Pacifico e dell'Oceano Indiano, ma anche in Bangladesh e in altri stati costieri sono milioni le persone che vivono in aree che potrebbero essere colpite da questo fenomeno. “Bisogna fare presto, non c'&#232; pi&#249; tempo da perdere. Se non passeremo dai combustibili fossili alle energie rinnovabili e ad un miglioramento dell'efficienza energetica andremo incontro sempre pi&#249; a fenomeni climatici estremi e all'innalzamento dei mari” spiega Onufrio. &#60;br&#62;&#60;br&#62;Proprio ieri si festeggiava il primo compleanno del Protocollo di Kyoto: Stati Uniti e Australia continuano a ostacolare questo processo, mentre l'Italia, che ha aderito, &#232; in fortissimo ritardo sugli obiettivi del Protocollo. Fioriscono, fortunatamente, le iniziative locali, dal basso, per contrastare il cambiamento climatico: per Greenpeace ognuno deve diventare protagonista di questa battaglia, senza aspettare soluzioni miracolose dall'alto. &#60;br&#62;</description>
<author>http://www.comportamentoconsapevole.it</author>
<pubDate>2006-03-02</pubDate>
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<title>Italia prima al mondo per il riciclaggio di legno</title>
<link>http://www.comportamentoconsapevole.it/htm/news_dettaglio.php?id_news=1</link>
<description>VENEZIA - Primi al mondo per il riciclaggio dei rottami di legno, con oltre 2 milioni di tonnellate all'anno, fra i primissimi per il riciclo dell'alluminio, grazie a 800 milioni di tonnellate di alluminio riciclato all'anno. Al talkshow &#34;Ti faccio vedere come ti riduco. Le strategie di prevenzione e minimizzazione dei rifiuti raccontate ai cittadini&#34;, in programma a BICA (Biennale Internazionale della Comunicazione Ambientale), gli italiani si sono piacevolmente scoperti &#34;ricicloni&#34;. &#60;br&#62;&#34;Nel riciclaggio degli imballaggi, per la prima volta, riusciremo a raggiungere gli obiettivi fissati per il 2008 dalla nuova direttiva europea addirittura con un anno di anticipo&#34;, aggiunge Piero Capodieci, Presidente del Comitato Coordinamento Accordo Anci – Conai. E ancora: &#34;Siamo tra quelli che utilizzano pi&#249; imballaggi riciclati: oltre il 74% degli astucci &#232; riciclato, contro una media europea al di sotto del 60%, il 92% degli scatoloni sono realizzati in carta riciclata e gi&#224; nel 2005 oltre il 60% degli imballaggi era stato riciclato&#34;. Risultati che trovano conferma anche dai dati emersi dal sondaggio realizzato da SWG (per conto di Segest) in occasione di BICA: dai quali emerge che il 78% degli italiani &#232; disposto a sacrificare packaging ingombranti e non riciclabili. &#60;br&#62;&#34;Non &#232; sufficiente puntare sulla prevenzione dei rifiuti da parte dei produttori; fondamentale &#232; il ruolo della prevenzione attuata a livello locale – ha concluso il presidente di Federambiente Daniele Fortini – A questo proposito, stiamo realizzando assieme all’Osservatorio nazionale dei rifiuti le Linee guida per la prevenzione e minimizzazione dei rifiuti, che, materiale per materiale, saranno per gli Enti locali una raccolta di buone pratiche realizzate e da realizzare per riuscire in modo sinergico a migliorare i nostri risultati&#34;.&#60;br&#62;</description>
<author>http://www.comportamentoconsapevole.it</author>
<pubDate>2006-05-08</pubDate>
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